che teste di…..


Referendum, il flop dei compagni ci è costato 350 milioni

Progressisti senza vergogna: davanti alla debacle elettorale, chiedono di abolire il quorum per il referendum. Magi (+Europa): “Modificare la Costituzione”. E intanto noi paghiamo…

di Francesco Storacemartedì 10 giugno 2025condividi

Referendum, il flop dei compagni ci è costato 350 milioni

3′ di lettura

Se non ci fosse questa sinistra andrebbe inventata. Nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc per la batosta referendaria che già pensano alla prossima volta. Ma non si scusano per il numero elevato di milioni di euro degli italiani che sono stati necessari per pagare la loro resa dei conti interna. Volevano un’Italia più straniera; volevano liquidare le leggi approvate da loro con Renzi; volevano ottenere più “Sì” referendari rispetto ai 12 milioni di voti del centrodestra del 2022; non uno di questi obiettivi è stato raggiunto.

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Ma, al solito, c’è un ma con cui Magi e suoi sodali devono fare i conti: per modificare quorum e numero di firme minime, bisogna fare una riforma costituzionale, perché è l’articolo 75 della nostra Carta a dettare le regole. In maniera molto chiara: «È indetto un referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge quando lo richiedono 500mila elettori o 5 Consigli regionali. La proposta è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti espressi».

E questo dovrebbe servire a far capire anche perché i costituenti misero un freno, il quorum, all’utilizzo strumentale dei referendum. Ci sono i numeri in questo Parlamento per entrambe le modifiche – quorum e firme soprattutto all’indomani di una consultazione che ci è costata quel botto di soldi (e per fortuna non si dovranno rimborsare spese elettorali non essendo risultati validi i referendum)? Di più, Magi insiste con supponenza e annuncia: «Proporremo alle forze in Parlamento di sostenere una proposta di riforma costituzionale che elimini il quorum». Ecco, «a partire dalle forze politiche» del sì, significa ricominciare con la solfa Pd, M5s e Avs. Ha capito davvero poco.

Sono solo chiacchiere per distrarre dal fallimento politico registrato dai promotori della convocazione a cui gli italiani hanno risposto in meno di un terzo. Tanto più che in certi ragionamenti si registra ancora la pretesa di aver «battuto» il governo modello 2022, quello degli oltre dodici milioni di voti ai partiti di maggioranza capitanati dalla Meloni. Ancora ieri pomeriggio, anziché smaltire la botta, Elly Schlein ha intonato la solita sintonia tipica degli sconfitti, intestandosi i 14 milioni che si sono recati alle urne. Ma in quegli elettori c’erano anche tutti quelli che hanno votato no nei referendum e che quindi non possono essere conteggiati nei Sì.

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

Una opinione su "che teste di….."

  1. guarda la tattica contro abbassamento quorum è semplice; si presenta un referendum considerato “osceno” da loro, come ad esempio l’abolizione delle leggi feticcio mancino e scelba insieme a qualcosa sulla magistratura e vedi come lotteranno strenuamente per portare il quorum al 150%.

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