Roma, il centro per migranti covo di stoccaggio della droga

Simone Di Meo 21 febbraio 2025
La mafia albanese e quella nigeriana alleate per gestire il traffico di droga tra Roma e provincia. Droga, peraltro, stoccata in un centro di accoglienza per migranti della Capitale, in via della Riserva nuova, nel quartiere Prenestino, e spacciata da rifugiati in attesa di permesso di soggiorno a giovani e giovanissimi. L’inchiesta della Dda, che ieri ha portato a 27 arresti, disegna uno scenario che allarma lo stesso giudice Anna Maria Gavoni. «Particolarmente inquietante», scrive il gip, «la circostanza che Johnson Olaye (uno dei narcos africani finiti in manette, ndr) si avvalga, per poche decine di euro, delle condotte di connazionali del Centro di accoglienza per rifugiati, da utilizzare come “corrieri” per smistare lo stupefacente». Carne da cannone da poter sacrificare senza troppi rimpianti e facilmente rimpiazzabile.
In totale sono stati commercializzati, dal 2019 al 2021, circa 500 chili di marijuana, importata dall’Albania su grossi motoscafi, messi all’ancora davanti alle coste pugliesi, e poi smerciata tra la Città eterna, Latina, Anzio e Nettuno. Sono state inoltre segnalate sortite finanche extraregionali (Genova) ed estere (Spagna), assicurate dai «pendolari» dello spaccio che hanno trasportato la droga su bus di ignare agenzie di viaggio. Un meccanismo e un’organizzazione perfetti che, nella ricostruzione degli inquirenti, appare come una sconfessione piena e addirittura imbarazzante della narrazione terzomondista di chi, come Angelo Bonelli (Verdi) e Nicola Fratoianni (Sinistra), ancora si ostina a non voler ammettere che l’immigrazione clandestina incontrollata rappresenta il più grande bacino di manovalanza a cui attingono i malavitosi.

🎀 Carminati gia’ parlo’ chiaramente dei business loschi e ricchi che si intrecciano tra droga e fenomeno della migrazione ~ Esistono le intercettazioni inequivocabili..