fanno di tutto per confermare d’avere gravi problemi mentali:

Femministe, il vademecum: “Sciopero riproduttivo, non pulite casa”

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Alessandro Gonzato 09 marzo 2024

Te le do io le mimose! Ieri, 8 marzo, le femministe di “Non una di meno” hanno indetto lo “sciopero riproduttivo”. Mariti e compagni in bianco? Chissà. Consultiamo il profilo Instagram del movimento. Un attimo: no. Forse i partner l’hanno sfangata. Lo «sciopero riproduttivo», leggiamo, ha riguardato «il lavoro di cura», ossia «chi ha sulle spalle il maggior carico di lavoro domestico». Appetiti soddisfatti, quindi – almeno speriamo – ma dato che per le turbo-femministe sono le donne e solo le donne in questa società patriarcale e fascista a occuparsi della casa, beh, i maschi ne devono aver fatte di lavatrici per arrivare a godere dei piaceri della carne. Comunque conta il risultato.

Lo “sciopero riproduttivo” è solo una delle forme propagandate da “Non una di meno”, che in previsione della festa della donna celebrata tra un insulto alla Meloni e un altro a Israele ha pubblicato un vademecum. Leggiamo. C’era (e c’è) lo sciopero “dal lavoro produttivo” (ma si può scioperare anche da quello improduttivo), e chi non ha potuto aderire allo sciopero sindacale è stato invitato a «vestire di nero». E il pericolo fascismo? Aspettate: «Puoi vestire di nero e indossare qualcosa di fucsia». Ah, ecco! Altri consigli per combattere il sessismo: «Puoi parlare dello sciopero con colleg* (sì, con l’asterisco politicamente fluido)», e ci mancherebbe altro. Ma – attenzione – si può anche «impostare una risposta automatica alla tua e-mail in cui dichiari che in quella giornata non lavori perché aderisci allo sciopero transfemminista». Che poi è quello che fanno già i colleghi lavativi, anche nelle redazioni dei giornali: ma lasciatemi “Sono qui stare”.

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

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