questi sono delinquenti veri e propri come coloro che li coccolano e proteggono:

Il tam tam dell’odio corre sul web: ecco chi manovra i dimostranti

26 Febbraio 2024 – 08:32

Francesca Galici

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Il tam tam dell'odio corre sul web: ecco chi manovra i dimostranti

Ascolta ora: “Il tam tam dell’odio corre su Internet. Ecco chi manovra i dimostranti”

Ogni volta che si verificano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, queste ultime diventano i lupi cattivi che danno la caccia agli agnelli senza peccato. La verità è molto diversa e la raccontano i numerosi agenti che, nonostante vengano mandati in piazza con tutte le protezioni del caso, escono feriti dagli scontri. Ma come si è arrivati a questo odio incondizionato nei confronti delle forze dell’ordine? Non che in passato non ci siano state frange di violenti con viscerale disprezzo nei confronti delle divise, come dimostra la lunga serie di agenti caduti negli Anni di piombo. Ma qualcosa è cambiato di recente grazie ai nuovi e migliori strumenti di diffusione e di connessione, che rendono più capillare il tam-tam, non più su scala locale ma nazionale.

L’odio corre in rete e non è solo un modo di dire. Leggere che dai profili dei «Giovani di sinistra» le forze dell’ordine che sono intervenute a Pisa per proteggere gli obiettivi sensibili vengono definite come «una banda di squadristi in tenuta antisommossa» fa riflettere su quelli che sono i registri linguistici che vengono adoperati per alimentare l’avversione violenta.

C’è, poi, il sedicente «Osservatorio repressione», faro per i centri sociali e gli anarchici italiani, che invoca l’abolizione delle forze dell’ordine, cerca ragionamenti per «andare oltre la semplice critica della polizia per porvi finalmente fine». E si arriva dalle parti di «Potere al popolo», che crea una connessione tra le istituzioni e la polizia, lasciando intendere che sugli scontri di Pisa ci sia stata la mano lunga dei «piani alti» che ha ordinato quella che definiscono «repressione».

Ma c’è anche un altro elemento che non può sfuggire nel tam tam mediatico, come da esempio del messaggio condiviso da «No41Bis», in cui si sottolinea che «le forze di polizia hanno caricato violentemente la manifestazione studentesca: i giovani delle scuole». Ma, ovviamente, si omette la presenza dei soliti infiltrati ben più adulti degli adolescenti che gli stessi aizzano.

Pubblicato da ergatto

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