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Cei, ora i vescovi hanno fame di soldi

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Fausto Carioti 18 febbraio 2024

Nessuna traccia in pubblico, invece, dello scontro più duro, che si gioca lontano dai riflettori: quello per la ripartizione annuale dell’otto per mille del gettito Irpef. Una torta da 1,41 miliardi di euro della quale i vescovi, in privato, parlano eccome.

In soli due mesi meno 41 per cento: sinistra smentita, ecco i veri numeri degli sbarchi

“In soli due mesi meno 41 per cento”: sinistra smentita, ecco i veri numeri degli sbarchi

ANATOMIA DI UN CROLLO – La storia raccontata dai numeri è rivelatrice, anche perché fotografa un processo ormai consolidato. Nelle dichiarazioni dei redditi del 2014, sul totale delle scelte fatte dai contribuenti (che valgono anche per chi non dà indicazioni e decidono quindi la ripartizione dell’intero otto per mille), la quota della Chiesa cattolica era pari all’81,2%: oltre 14,4 milioni di italiani avevano firmato per devolvere la loro parte alle sue parrocchie e alle sue missioni. Quanto bastava per garantire nel 2018 (c’è uno scarto di quattro anni) un’entrata di poco superiore al miliardo di euro.

Mentre lo Stato italiano, col 14% delle scelte, pari a meno di 2,5 milioni di contribuenti, incamerava una cifra inferiore ai 176 milioni. L’anno dopo le scelte in favore della Chiesa sono scese al di sotto dell’80% e quelle per lo Stato hanno raggiunto il 14,6%. Da allora, la forbice non ha fatto altro che restringersi.

E questo nonostante la Chiesa, ogni anno, faccia campagne pubblicitarie importanti («Chiedilo a loro») per convincere i contribuenti a mettere la firma nel riquadro che la riguarda. A differenza dello Stato, che ha sempre evitato di spingersi sino a quel punto. Altro segno del trattamento di favore riservato dai governi ai vescovi, che più di una volta hanno fatto sapere che non avrebbero gradito spot e manifesti da parte del principale “concorrente”.

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

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