quando il solo neurone non ha latro a cui pensare:

Bologna, l’ultima follia: meglio non dire “fratellanza”

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 Matteo Lepore

Simona Pletto 16 febbraio 2024

Guai a dire fraternità“: è una parola sessista, come “fratellanza” e “paternità“, perché rimanda al genere maschile. Eccolo qui, uno degli illuminati concetti contenuti nel vademecum che arriva da Bologna “la Dotta”. Un manuale che potrebbe anche cambiare documenti e delibere comunali – di fatto bandendo l’uso universale del maschile – voluto dagli amministratori Pd per “educare” i dipendenti (e dare un buon esempio ai cittadini) a un linguaggio politicamente corretto. Dunque, dopo i criticati bagni no gender imposti a Palazzo d’Accursio per chi non si sente né donna e né uomo, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Matteo Lepore ha divulgato questo nuovo manuale “rispettoso delle differenze di genere” a cui ora si devono adeguare perlomeno coloro che lavorano nella sede comunale di Bologna, ma eventualmente anche chi partecipa a presentazioni di libri, incontri, convegni che coinvolgono la stessa amministrazione pubblica.

Come detto, secondo il linguaggio inclusivo imposto da Palazzo d’Accursio, la parola “fratellanza” tra le nazioni è praticamente bandita e dovrebbe essere sostituita con la locuzione “solidarietà (umana) tra le nazioni“, proprio perché “fratellanza” rimanda a “fratello,” dunque al solo genere maschile. Mentre le cariche istituzionali, politiche e amministrative, devono essere declinate al femminile quando ricoperte da una donna: quindi, sindaca, assessora, consigliera, funzionaria, direttrice, la capo area.

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Il manuale, dal titolo “Parole che fanno la differenza”, già dalle prime righe spiega che: «Il gender è un concetto culturale, sociale e simbolico, non biologico». Chiarissimo. Dopo aver esposto la storia del colore rosa e di come sia stato associato alle donne solo a partire dagli anni ‘50 – notizie indispensabili per il buon funzionamento della pubblica amministrazione -, si continua a insistere sull’importanza di scrivere e comunicare rispettando le differenze di genere.

Pubblicato da ergatto

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