difficile dire se siano solo cerebrolesi oppure delle vere merde coloro che fanno finta di nulla sui delitti dei clandestini

Catania, gli stupratori egiziani? No, ecco qual è il problema per le femministe

Daniele Dell’Orco 05 febbraio 2024

La rivoluzione copernicana intorno al vomitevole stupro di gruppo di Catania consiste nella considerazione accessoria della nazionalità degli aguzzini (sette, tutti egiziani, alcuni minorenni) e del loro status giuridico. La sinistra a reti unificate accusa di strumentalizzazione, razzismo e xenofobia coloro i quali fanno notare che gli stupratori in questione in Italia non ci sarebbero dovuti nemmeno essere, ma pur avendo già mostrato la volontà di non rispettare la loro collocazione in comunità locali, stazionavano in zona a far danni perché minorenni non rimpatriabili.

Ma è la stessa sinistra che, dicendo di «non voler fare distinzioni» sull’origine dei violentatori, vuole evitare di riflettere su decenni di diffusione della cultura dell’accoglienza irresponsabile. E anzi, quando la bestia di turno è italiana è la prima a sottolinearlo, straparlando dell’Italia come Paese machista, patriarcale e misogino col fine ultimo di accusare il governo Meloni di qualche nefandezza qua e là.

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PESI E MISURE

È davvero impossibile, ad esempio, non notare la disparità di trattamento dal punto di vista della copertura mediatica del caso di Catania rispetto a due violenze di gruppo avvenute nel luglio scorso, a Palermo (la notte del 7 luglio 2023: una ragazza di 19 anni venne abusata da un branco anch’esso composto da sette coetanei) e Caivano (il 24 luglio, a farne le spese furono due cuginette di 10 e 12 anni, violentate da un gruppo di sei ragazzini, di cui un solo maggiorenne). All’epoca, per giorni non si parlò d’altro, le città di tutta Italia furono invase da manifestazioni femministe e tutti gli italiani, maschi, bianchi ed eterosessuali vennero giudicati colpevoli, portatori sani del virus dello stupratore.

Stavolta, i grandi fogli nazionali relegano la notizia in quarto piano e la sinistra, che strumentalizza qualsiasi cosa, stavolta strumentalizza al grido di «no alle strumentalizzazioni». I giovani del Pd catanese hanno messo subito le mani avanti: «Ancora una violenza, ancora una vittima, ancora una donna. Verrà strumentalizzata la nazionalità degli stupratori, si dirà che “è capitato perché c’erano quelli”. Ma la verità è che gli stupri non hanno nazione e gli stupratori non hanno nazionalità». Secondo loro, invece, la responsabilità dell’aumento delle violenze, per qualche motivo misterioso, sarebbe legata al fatto che «il consultorio autogestito “Mi cuerpo es mio”, tra i pochi presidi antiviolenza presenti, è stato sgomberato».

Pubblicato da ergatto

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