Pagano solo i soldati semplici ma la toga “grazia” i tre capi. “Il gesto non era aggressivo”
3 Febbraio 2024 – 06:00
Salvati i tre leader Bonadonna, Raffaele e Mirandola. Per gli altri, nonostante calci, pugni, sputi e bastonate solo vincoli di firma e di non allontanarsi dal Comune

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Ordinanze cautelari contro i «soldati», salvi invece i comandanti. Nella operazione della Procura di Torino che ieri colpisce i militanti di Askatasuna – il centro sociale protagonista da decenni dell’antagonismo torinese e recentemente nobilitato dal sindaco dem Stefano Lo Russo – a colpire è la diversità di trattamento riservata dal giudice preliminare ai leader del gruppo. Mentre tredici militanti, identificati come partecipanti agli scontri del Primo Maggio 2022, vengono colpiti dai provvedimenti del giudice (assai più blandi, peraltro, di quelli chiesti dal pm) per tre degli indagati il giudice respinge del tutto la richiesta dei pm. Dei tre fa parte Andrea Bonadonna, l’esponente più noto di Askatasuna, che anche quel giorno guida lo «spezzone sociale» del corteo. È lui sul furgone che fa da apripista, è lui secondo la Digos a dare il via all’attacco, insieme ad un altro militante storico come Michele Raffaele e Nicolò Mirandola. Ma questo per il giudice non è reato.
DIREI CHE A QUESTO PUNTO DELINQUERE E’ LA SCELTA MIGLIORE : INVECE DI LAVORARE E PAGARE TUTTI !!
