Soumahoro, “suocera e cognato deridono i braccianti in aula”

Pietro De Leo 26 gennaio 2024
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Una risatina li auto-seppellirà. Non bastava lo scandalo giudiziario su moglie e suocera, un’inchiesta, la trovata del “diritto al lusso”, a demolire il racconto proletario-moralistico costruito intorno ad Aboubakar Soumahoro, il bracciante che volle farsi deputato. Ieri si è svolta a Latina la prima udienza che vede imputati, appunto, la moglie del parlamentare, Liliane Murekatete, la suocera Maria Therese Mukamitsindo e il figlio di quest’ultima Michel Rukundo. Specifichiamo: la responsabilità penale è personale, e Soumahoro è del tutto estraneo a questa vicenda giudiziaria.
Ma a venir via tutta insieme è, semmai, quell’epica ben accompagnata da parte della stampa progressista italiana, intorno ad un certo monopolio valoriale di solidarietà e l’accoglienza di cui Soumahoro e i suoi cari sono stati simbolo. Le contestazioni mosse agli imputati riguardano presunte evasione fiscale e false fatturazioni che sarebbero state compiute intorno alla gestione delle cooperative Karibu e Consorzio Aid (facenti capo alle due donne), che si occupavano di accoglienza agli immigrati nella zona di Latina. Abbiamo ben visto, nel corso dei mesi, quanto questa vicenda avesse delle gravi appendici in lavoratori non pagati, ospiti dei centri tenuti in condizioni non propriamente dignitose, con il contraltare di spese di lusso.
IN GALERA MAI ?
