– Avere ragione a volte è quasi fastidioso. E ricordarlo al lettore pure sciocco, ma stavolta diventa necessario. Qualche giorno fa, su questa rubrica, commentavamo il caso di Mike Maignan, il portierone del Milan uscito dal campo in protesta contro i cori ricevuti dal tifosi dell’Udinese. Dicevamo: il razzismo non va giustificato, ma negli stadi si insulta più per il gusto di farlo che per convinzioni razziste. Infatti ne sono vittima tutti, anche se in forme differenti: Maignan ha ricevuto ululati, Dino Zoff a suo tempo ogni tipo di improperi rivolti magari alla mamma, alla sorella o chissà cos’altro. Uno più grave dell’altro? No: “Insulti sono e insulti rimangono, anche se non c’entra la razza”. E infatti cosa si viene a scoprire oggi? Che tra gli autori degli ululati ci sono pure un uomo di colore (un nero razzista con un nero?) e una donna (il sessismo, il sessismo). Qui non resta che ridere, o piangere. Perché nel frattempo i soliti commentatori hanno versato litri di lacrime e di inchiostro per biasimare l’Italia xenofoba (Meloni! Meloni!) e domani non avranno il coraggio di ammettere di aver preso un bidone.
DE LORENZO
