differenze

Roya, la lezione a Boldrini e Co.: cosa fa dopo 74 frustate

Esplora:

Carlo Nicolato 07 gennaio 2024

Roya, la lezione a Boldrini e Co.: cosa fa dopo 74 frustate

00:00

In Iran indossare l’hijab è severamente obbligatorio, le alternative sono il nerbo o la prigione. In alcuni casi entrambi o perfino la morte, quando all’aguzzino scappa la mano, come nel caso di MahsaAmini. Proprio come quest’ultima Roya è curda, 33 anni, nata e cresciuta a Sanandaj. Si è trasferita a Teheran e come tante altre donne della sua età in Iran è un’accesa attivista contro l’uso obbligatorio dell’hijab. Roya dunque è una femminista, ma di quelle vere, si batte per la parità dei sessi nel suo Paese che è cosa ben più lontana di quanto si possa immaginare da noi in Occidente, lotta per la giustizia e ama la libertà e i viaggi, come dimostrano alcune foto a Roma sulla sua pagina Facebook.

«Roya, ripensaci. Le ripercussioni delle frustate dureranno a lungo», gli dice l’avvocato mentre entrano in tribunale. «Un dipendente mi ha suggerito di indossare il velo per evitare problemi. Gli ho risposto che ero lì proprio per quello e che non avrei ceduto». Anche all’ufficiale dell’esecuzione, «con fermezza», ha riferito che non avrebbe indossato il velo. Quindi «sono arrivate due donne che indossavano il chador e mi hanno messo una sciarpa sulla testa. Ho resistito, rimuovendola più volte, ma loro hanno insistito. Ammanettandomi da dietro, hanno continuato a mettermi la sciarpa sopra la testa» prosegue Roya raccontando di come mentre raggiungevano un’altra camera una delle due donne le fece capire tutta la sua comprensione sospirando un inequivocabile «lo so, lo so». Erano arrivati. «La porta di ferro si aprì cigolando, rivelando una stanza con pareti di cemento» racconta la ragazza. «In fondo c’era un letto dotato di manette e fasce di ferro saldate su entrambi i lati. Al centro della stanza c’era un dispositivo di ferro simile a un grande cavalletto, completo di alloggiamenti per le manette e una legatura di ferro arrugginito. Inoltre, dietro la porta erano posizionate una sedia e un tavolino, su cui erano poste una serie di fruste. Assomigliava a una camera di tortura medievale completamente attrezzata».

Iran, a Roma la veglia in memoria di Armita Geravand

Video su questo argomento

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

Una opinione su "differenze"

  1. È terribile dover pensare che al mondo esistano certi mentecatti… e pensare che, come ho scritto più volte, la donna ha una marcia in più.
    Buon Pomeriggio.
    Quarc

Lascia un commento