quando manca il cervello ci si arrampica sugli specchi:

Chiara Ferragni, il soccorso rosso di Bersani e Boldrini

Francesco Storace 21 dicembre 2023

Chiara Ferragni, il soccorso rosso di Bersani e Boldrini

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Falce e Pandoro come emblema del “nuovo” Pd. Ormai al Nazareno sono persino più avanti del già logoro partito della Ztl. Raccolgono firme (pure fasulle) per il salario minimo ma si preoccupano di più per i milionari che fanno beneficenza soprattutto a se stessi. Bravi i personaggi del Pd, che hanno sotterrato le loro radici. Sono diventati irriconoscibili, non hanno neppure più la forza – né il diritto – di salutare col pugno chiuso. Difendevano gli operai, ora si schierano con gli influencer più danarosi.

Compagna Chiara Ferragni, al tuo segnale scateneremo l’inferno è la nuova parola d’ordine della nomenklatura di fronte agli iscritti sbigottiti. Ed eccoli schierati, a difesa del forziere. Nessuno tocchi Caino e nemmeno la moltitudine di euro che rende felice Chiara (and family). Sono pronti alle barricate per il diritto al lusso (cit. Soumahoro) e continuano a fare da servizio d’ordine ai Ferragnez. Per carità, se uno guadagna lecitamente quattrini, nulla quaestio. Piuttosto stupisce che la missione difensiva si sia infilata nelle corde della sinistra politica e mediatica. «È dei nostri, e Chiara non si tocca». Spettacolare martedì sera Pierluigi Bersani da Floris. In altre trasmissioni lo ricordavamo più attento ai salari bassi dei lavoratori, ma il caso Ferragni lo ha trasformato in legale dell’influencer inciampata su qualche denuncia fastidiosa.

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L’occasione gliela forniva il discorso di domenica scorsa della Meloni ad Atreju. «Se il capo del governo attacca un cittadino, non è una critica, ma una bastonatura». E te pareva che il compagno Pierluigi non intonasse la solita musica. Potrebbe chiedere di recitare una parte acconcia nella sua nuova recitazione cinematografica. Più scontata, ripetitiva, e diciamolo noiosa, Laura Boldrini, che per difendere il milione alla Bonaventura che Chiara Ferragni garantisce di voler restituire in chissà quale beneficenza, si è messa a giocherellare con i soliti 49 milioni “di Salvini”. Ovvero, su un’inchiesta che ormai è chiusa da tempo, mentre quella su Pandoro e uova di Pasqua rischia di aprirsi con effetti piuttosto imbarazzanti. Soprattutto perché ferisce gravemente chi hanno deciso di elevare a figura di riferimento.

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

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