SPUTTANA CHI LO PAGA E POI TORNA…. CHE OMMEMM……..
Neppure una settimana di amaro esilio mazziniano. È bastata una cortese telefonata di Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai, e Corrado Augias ha cambiato idea, dimenticando le contumelie, e senza chiedere scusa ha ripreso posto in poltrona. Ospite qualche giorno fa di Giovanni Floris a Di martedì, non aveva risparmiato critiche al nuovo corso aziendale, già privatosi di Fabio Fazio e Roberto Saviano, anzi a dirla tutta aveva sbattuto la porta a viale Mazzini. Un addio doloroso ma necessario, contro lo smantellamento di Rai3 che il giornalista scrittore aveva visto nascere nel 1987, battezzandola insieme ad Angelo Guglielmi. Colpa della destra di governo, ovviamente, che già in campagna elettorale aveva giurato «cambieremo la televisione comunista!». E poi c’è la questione stipendio: Augias guadagna molto e non ha nessuna intenzione di ridiscutere l’ingaggio come capita ai campioni sul viale del tramonto. Anzi, che volgarità parlare pubblicamente di soldi. Pur non essendo stato vittima di alcuna epurazione, aveva spiegato di non gradire la convivenza con gente che proprio non gli piace. I massimi dirigenti non si aspettavano però questo colpo di testa, avendo avuto nei mesi scorsi ampie rassicurazioni per una rinnovata collaborazione. Forse si sarà sentito solo, accerchiato, guardato con sospetto dai nuovi padroni.
