– Il caso giudiziario della famiglia Soumahoro mi interessa poco. Nel senso che il garantismo ci impone di attendere i tre gradi di giudizio per fare ragionamenti sul piano giuridico. Quello che appare accertato, tuttavia, sono le precarie condizioni di vita cui erano costretti i migranti ospitati nei centri delle cooperative di accoglienza della famiglia di Soumahoro. E questo non lo si evince da particolari indagini della procura, bensì dalle ispezioni della prefettura, dei vigili del fuoco e dell’Asl, oltre alle ormai note testimonianze di ex dipendenti della Karibu o del Consorzio Aid. Dunque qui più che degli arresti, che non mi fanno gioire, vorrei parlare delle responsabilità politiche di Soumahoro: poco importa se è indagato o meno, anzi siamo contenti che non lo sia, il problema è che Aboubakar andava in giro per l’Italia a denunciare lo sfruttamento dei braccianti ma si era stranamente dimenticato di controllare, prime tra tutte, le cooperative più vicine a lui. E questo ad un esponente politico con gli stivaloni di gomma non lo si può perdonare.
GIUSEPPE DE LORENZO
CIOE’ SI VUOL FAR CREDERE CHE IL SOGGETTO NON VEDEVA, NON SAPEVA ? EPPURE QUALCHE DEMENTE L’HA CANDIDATO ED ORA LO PAGHIAMO…. QUESTA E’ IMMONDIZIA PUZZOLENTE !!
