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Selfie durante lo stupro a Perugia: i violentatori pronti a pubblicarlo sui social

E’ la denuncia choc della ventenne di Fabriano vittima di abusi i gruppo. La 20enne si è risvegliata in un prato con un ragazzo che la violentava e uno che la teneva ferma

Stupro a Perugia: spunta anche un selfie come trofeo

Stupro a Perugia: spunta anche un selfie come trofeo

PER APPROFONDIRE:

Ancona, 22 luglio 2023 – Un selfie, come trofeo della serata trascorsa completamente senza freni, dove in due si sono fatti una foto appoggiati con il viso al fondoschiena della 20enne fabrianese stuprata a Perugia. Ci sarebbe anche questo nella festa in piscina, finita con una violenza sessuale di gruppo, che ha coinvolto due amiche fabrianesi, una 20enne appunto e una 24enne. Emerge nella integrazione della denuncia che la giovanissima ha fatto alla polizia di Perugia, dove ha riferito un particolare che le ha raccontato l’amica che era con lei.

Prima di risvegliarsi distesa su un prato, mentre un magrebino la stava violentando e un altro ragazzo la teneva ferma, ci sarebbero stati altri due giovani ancora che con il proprio cellulare si sono immortalati mentre lei era ancora incosciente. I due ragazzi erano anche pronti a pubblicarla sui social ma un loro amico li avrebbe fermati.

Sarà importate ora per la squadra mobile perugina trovare quel selfie che incastrerebbe almeno due dei presunti otto violentatori presenti la notte tra il 18 e il 19 luglio nel locale dove si è consumata la violenza. Anche su come le due amiche siano arrivate a Perugia il racconto è più nitido. Tramite una chat di whatsapp, un gruppo il cui nome era attinente allo svolgimento della festa dove le ragazze erano dirette, si sono messo d’accordo con i partecipanti per prendere il treno. Il 18 sono partite dalla stazione di Fabriano per scendere poi alla stazione di Ponte San Giovanni, non molto lontano da Perugia.

Lì le ha aspettate un loro amico, dovevano andare ad una festa in una discoteca dove c’era una sorta di sagra. Insieme a questo ragazzo sono salite a bordo di una vettura con altri ragazzi che avevano conosciuto su Instagram. Tutti giovani iscritti con un nickname. L’automobile le ha portate dritte al locale. Da lì in poi i ricordi sono confusi e parziali.

Alle ragazze sarebbe stato dato da bere, ma nessuna droga dello stupro. Non sono state trovate tracce del principio attivo della sostanza nel sangue della 20enne. La giovanissima però perde conoscenza e si risveglia in piena notte, con la sua amica che la chiama, urla il suo nome. “Avevo sopra di me un magrebino che mi violentava – ha raccontato ai poliziotti – e un altro di fianco che mi teneva ferma”.

Stando sempre al suo racconto la 20enne sarebbe riuscita a girarsi e afferrare il cellulare per chiamare il 112 mentre veniva stuprata. “Venite ad aiutarmi – avrebbe detto al telefono – vi prego, venite subito”.

La 20enne ha ricordato anche un altro particolare utile. “Ho visto che in due si sono guardati e uno ha detto all’altro “oh frà, oh frà” poi sono scappati via”. L’esclamazione sarebbe stata usata come per avvisarsi dell’arrivo della polizia e che quindi era meglio scappare.

Gli agenti, arrivati sul posto, non hanno trovato il branco descritto dalle ragazze. Ma il gruppo sarebbe stato identificato proprio tramite i profili social.

Pubblicato da ergatto

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