Pd, la priorità nell’Emilia-Romagna alluvionata? I bagni “no gender”
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La sinistra continua imperterrita a “farla fuori dal vaso”. Il detto potrà apparire un po’ volgare, ma siamo certi che lo giudicheranno indicato i tanti emiliano romagnoli, bolognesi inclusi, gli stessi che dal 16 maggio si trovano a fare i conti con i danni di una alluvione catastrofica che ha lasciato senza casa migliaia di persone e che li costringe ancora a fare i conti con l’incubo del pericolo frane. Lunedì scorso a Palazzo d’Accursio, in Consiglio comunale, si è pensato bene di mettere in cima alla lista delle priorità la questione dei “bagni no gender”. L’ordine del giorno è stato presentato dalla maggioranza che sostiene il sindaco di Bologna Matteo Lepore, ed in particolare dal consigliere trans Porpora Marscasciano di Coalizione Civica, una lista di estrema sinistra legata alla Schlein. Dunque non c’è da stupirsi se la questione dell’etichetta sulla porta delle toilette in Municipio e non solo, quella che indica la direzione per maschi e femmine, sia stata al centro del dibattito per ben un’ora e dieci minuti, portando via tempo e spazi ad altri argomenti all’odg che sono finiti in coda, come la nomina di commissario per l’alluvione a Bonaccini. Catastrofe ambientale a parte, per il bagno no gender è stata anche votata l’urgenza, quindi l’argomento è stato ammesso all’ordine dei lavori la giornata stessa, al contrario di quello che accade solitamente per tutti gli odg presentati in Consiglio. Quando la minoranza ha votato contro, apriti cielo, si è gridato quasi allo scandalo evocando la bontà di tale iniziativa
ANCHE SE FANNO FINTA DI NULLA SI SAPPIA CHE NON HANNO SPESO 55.000. 000 DI EURINI DESTINATI A PREVENIRE DISASTRI ALLUVIONALI….. PER INCURIA ? PER INCAPACITA’ ? PER IMBECILLITA ?
