è l’ignoranza che vi frega:

LUOGHI COMUNI – Il professor Carlo Galli, docente di Storia delle dottrine politiche all’università di Bologna, che è stato pure parlamentare del Pd e di Sel, nel suo libro Sovranità esordisce proprio ironizzando su chi riserva disprezzo o derisione al termine «sovranità» (o sovranismo): «Nel nuovo Dizionario dei luoghi comuni, il “politicamente corretto” delle élite mainstream, sembra esserci questo imperativo. Chi fa un uso positivo di quello che era il cuore della dottrina dello Stato, luogo centrale del diritto pubblico, bene custodito nella Costituzione repubblicana e nella Carta dell’Onu, è ormai considerato un maleducato, un troglodita: è compatito con un sorriso di scherno come chi cercasse di telefonare in cabine pubbliche con gettoni, quando non è demonizzato come fascista. Sovranità è passatismo o tribalismo, nostalgia o razzismo: o goffaggine o crimine. E “sovranismo” è sinonimo di “cattiveria”, di volontà malvagia». Galli fa notare che invece il termine sovranità «è parte della definizione dello Stato, insieme al popolo e al territorio» e soprattutto è il pilastro dell’art. 1 della nostra Costituzione, è la base stessa della democrazia («La sovranità appartiene al popolo»).

Pubblicato da ergatto

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