LI AVETE IMPORTATI A MIGLIAIA DI MIGLIAIA PER FAR DENARO PER POI ABBANDONARLI PER STRADA O…… NEGLI ALBERGHI A SPESE DI PENSIONATI E LAVORATORI…
ORA NON SANNO CHE FARE E GIRANO GIRANO…..
UN’OPERA DEMONIACA E DELINQUENZIALE !
DISCORSO A PARTE PER GLI ZINGARI , PROFESSIONISTI DEL FARE UN CAZZO E MAI LAVORARE ANDREBBERO BUTTATI TUTTI OLTRE I CONFINI
CHI STA QUI ED USUFRUISCE DEI SERVIZI DEVE POTER E VOLER LAVORARE ALTRIMENTI FUORI DAI COGLIONI DI PARASSITI CE NE SONO ABBASTANZA IN PARLAMENTO !
ESEMPIO:
Ma una foto scattata oggi mostra come la situazione non sia cambiata di una virgola. Davanti al centro Astalli, il servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia, in pieno centro a Roma, decine di migranti sono in fila senza rispettare le regole contro la propagazione del coronavirus, che impongono almeno un metro di distanza tra le persone per evitare il contagio.
Stesse scene continuano a vedersi nei giardini di piazza d’Aracoeli, all’ombra dell’Altare della Patria. In una Piazza Venezia deserta e presidiata dalle forze dell’ordine gli unici assembramenti di persone erano quelle dei giovani stranieri, perlopiù africani. Seduti sulle panchine o immortalati a chiacchierare in gruppo come se nulla fosse, come dimostrano le foto scattate qualche giorno fa, dopo l’entrata in vigore del decreto di Palazzo Chigi, in pieno centro a Roma. Oggi, nonostante diversi quotidiani avessero denunciato gli assembramenti, al centro Astalli la situazione è la stessa.
Non solo. Anche per i nomadi i divieti non sembrano valere. Decine sono quelli che nonostante l’emergenza sanitaria in corso e il conseguente obbligo di contingentare le uscite, continuano a rovistare nei cassonetti in quasi tutti i quartieri della città, da Casal Bruciato ad Ostia. “Sarà considerata pure quella un’esigenza lavorativa?”, si domandano i cittadini infuriati, intervistati dal Giornale.it nei giorni scorsi.

