Cesena, sfilò con la bara tricolore. La pena? Lavorare per l’Arcigay
Militante di Forza Nuova sotto accusa per odio razziale ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali per estinguere il reato
di PAOLO MORELLI
La manifestazione di Forza Nuova andata in scena il 5 febbraio 2017
La manifestazione di Forza Nuova andata in scena il 5 febbraio 2017
Cesena, 18 ottobre 2019 – Si sgretola il fronte degli estremisti di Forza Nuova che domenica 5 febbraio 2017 organizzarono a Cesena il ‘funerale d’Italia’ portando a spalla una bara coperta dalla bandiera tricolore, per protestare contro l’unione civile tra due uomini che si stava celebrava in municipio.
Qualche giorno dopo il fatto i coniugi di Santarcangelo di Romagna, si defilarono dal movimento e nei mesi successivi collaboraro all’organizzazione di manifestazioni del movimento gay. Ieri è stata la volta di un imbianchino di 57 anni, che vive sull’appennino forlivese: ha chiesto e ottenuto dal giudice Massimo De Paoli l’affidamento in prova ai servizi sociali, concordando con la procura della Repubblica di Forlì un servizio che consisterà in un mese di lavoro presso il Comune di Civitella (per un totale di 60 ore), il versamento alle vittime della somma di 250 euro a testa a titolo di risarcimento danni simbolico, una giornata di lavoro presso il Comune di Cesena (l’imbiancatura di una cappella del cimitero), due giornate di lavoro presso l’Arcigay di Rimini, dove dovrà dipingere alcune stanze della sede e la sede dell’Anpi.
