Anziché rivolgere le urla contro quella casa di morte, dove spadroneggiano spacciatori e assassini, i centri sociali le hanno gridate contro Matteo Salvini che voleva andare di persona dove Desirée Mariottini è stata drogata, stuprata e ammazzata da un branco, probabilmente formato da sei o sette immigrati. “Sciacallo, sciacallo!”, hanno strepitato gli antagonisti scandendo, fino allo sfinimento, slogan indecenti e impedendo così al ministro dell’Interno di posare una rosa in memoria della 16enne di Cisternina di Latina

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