E adesso chi cercherà un posto di lavoro?
Pagati per stare sul divano. Non a caso la mancetta verrà erogata proprio dai vecchi centri per l’impiego
S top. Fermatevi. Siete senza lavoro? Pace. Smettete di cercarlo. Siete fuori moda e – soprattutto – nessuno pensa a voi.

Il cercatore di lavoro è ormai diventato un animale in via d’estinzione. E non ha neppure un Wwf che lo difenda. È sparito. Scomparso. Totalmente assente dalle politiche del governo. Spieghiamoci: dare una lauta mancia a coloro i quali non hanno un’occupazione, senza detassare chi un’occupazione la ha, già di per sé fa passare la voglia di lavorare. Ma, a margine di tutto questo, per la prima volta nella storia recente della nostra strampalata Repubblica, nessuno cerca di aumentare i posti di lavoro. Ci hanno rinunciato, nemmeno lo promettono. Non si crea occupazione: si regalano direttamente gli stipendi. Ed è una follia. Fino a qualche anno fa i politici basavano i loro programmi sullo sviluppo dei posti di lavoro, a partire da Silvio Berlusconi che ne creò un milione. Era una giusta ossessione: destra, sinistra e centro – ognuno con la sua ricetta – cercavano di risolvere il rebus della disoccupazione.
Non sempre il lavoro nobilita l’uomo, probabilmente lo mobilita, di certo gli dà da mangiare. Ora invece i fari sono puntati solo sui Neet, acronimo orribile della generazione di chi non studia, non lavora e neppure si mette a cercarlo, un lavoro. Perché intanto sa che non lo troverà. E ora sa pure che lo Stato gli verserà ogni mese 780 euro. Pagati per stare sul divano. Non a caso la mancetta verrà erogata proprio dai vecchi centri per l’impiego. Ed è un passaggio di consegne anche simbolico: nel posto dove prima si andava a cercare un lavoro – il vecchio ufficio di collocamento – ora si andrà a girare il rubinetto dell’assistenzialismo di Stato. Col paradosso che già prima i centri dell’impiego non riuscivano a svolgere la loro mansione (molti non hanno nemmeno la connessione internet) figuriamoci con quanta cura riusciranno ora a selezionare chi effettivamente ha diritto al reddito. E quell’assegno sventolerà come la bandiera bianca di un governo che ha rinunciato a pensare e immaginare il futuro dei suoi cittadini. È la resa incondizionata all’idea che non si possa uscire dal tunnel della crisi. La musica è cambiata. In tutti i sensi. «Chi non lavora non fa l’amore» cantava Celentano negli anni della contestazione. Il genio grillino di turno, tal onorevole (sic) Massimo Baroni, ha già riscritto il testo: «Col reddito di cittadinanza si potrà far l’amore più tranquillamente». Ecco, ci mancava solo l’assistenzialismo sotto le coperte. Arriveranno anche lì.

Non sputare controvento.