In piazza per Aldro contro lo “Stato che ci ammazza con i manganelli e i decreti”
“Anche quest’anno siamo qui per ricordare Federico 12 anni dopo e come lui tutte le vittime di violenza, sotto ogni forma e genere, per questo abbiamo deciso di dedicare la serata alle donne. Sono sempre le donne che chiedono giustizia e verità“.
È con queste parole che Andrea Boldrini, presidente dell’associazione Federico Aldrovandi Onlus, introduce il concerto per Aldro che a 12 anni dal suo omicidio ha ancora una volta riempito di musica piazza Municipale di giovani e famiglie provenienti anche da Roma, Gorizia, Brescia, Bolzano e Padova. In prima linea, come ogni anno, anche Ilaria Cucchi.
Quattro ore di musica, dalle 21 all’una di notte, rivolte alla memoria di Federico e all’altra martoriata ‘metà del cielo’. In rappresentanza delle donne è intervenuta Eleonora Telloli, operatrice del Centro Donna e Giustizia, che in questa “doverosa ricorrenza” invita il pubblico a una “riflessione seria sulla violenza di genere oggi, in opposizione alla banalizzazione e al corale sdegno quando c’è una vittima. Le leggi sono inefficaci, visti la quantità e l’efferatezza dei delitti, ma alla base delle percosse, delle lame, del fuoco e delle pallottole c’è un retaggio antico che è ancora tra noi, un immaginario culturale che giustifica la violenza e la tollera come un male inevitabile. E invece sono temi su cui non possiamo cedere“.
A non aver mai ceduto in questi lunghi e faticosi anni di lotta è Patrizia Moretti, “una donna che ci ha insegnato e continua a insegnarci tanto” come la descrive ‘Boldro’. La mamma di Federico loda la “rete di comunicazione trasversale che trascende i singoli casi quando si parla di diritti e giustizia” e con la consapevolezza che “ci sono molti tratti comuni in tutte le vicende di violenza” passa la parola al comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto.(…) ESTENSE.COM








