Quante facce a lutto, tra gli osservatori. Non che si debba far festa, ma le presidenziali americane sono state una bella ventata di democrazia. La protesta, il farsi beffe dei sondaggi, dei media politicamente schierati: è un salto nel vuoto ? Intanto è il rifiuto della continuità e della correttezza politica ad ogni costo. In un paese dove contraddittoriamente o no qua e là si vota anche per la reintroduzione della pena di morte, per lo spinello libero, per la carbon tax. Balleranno le Borse, e a noi che mondo ci aspetta ? Non lo sappiamo, ma forse parte la retromarcia nella nuova guerra fredda con Mosca (che fesseria la compagnia di militari italiani destinati alla Lettonia…), la Nato che ha di fatto prodotto la crisi ucraina dovrà ridimensionarsi, i Fratelli musulmani perdono un santo in paradiso, la Siria forse potrà uscire da una situazione bloccata, l’Europa dovrà guardarsi allo specchio (come con la Brexit, emerge che ai popoli i muri non dispiacciono. Brutti sporchi e cattivi, dicono i maestrini sorpresi: è la democrazia, bellezze), e le urne europee, dalla Francia all’Italia, risentiranno delle sirene americane. Dobbiamo solo stare a vedere, con curiosità, senza speranze e senza paure. E, almeno per me, con un solo dispiacere: è stato sconfessato Bruce Springsteen. Come dice il grande sconfitto Obama, presidente Nobel per la pace e signore dei droni, domani è un altro giorno. Lo diceva anche Rossella O’Hara, alla fine di Via col vento.
