LA CENA CON OBAMA RIDOTTA A TARALLUCCI E VINO, CON UN GIULLARE DI CORTE COME SI FACEVA NEL MEDIOEVO
Renzi è ormai all’ultima frontiera, avendo capito che per sua stessa scelta, il prossimo Referendum Costituzionale è diventato per lui il probabile stop al suo governo. Una serie di provvedimenti comunque tardivi e discutibili, varati all’unico scopo di recuperare terreno, si traducono in piena campagna elettorale come se ci trovassimo dinanzi alle elezioni politiche.
Ormai a caccia di trovate, Renzi si porta a cena da Obama il giullare di vecchia marca comunista Roberto Benigni e quattro donne “simbolo dell’ eccellenza italiana”: la campionessa paralimpica Bebe Vio, la direttrice del Cern Fabiola Gianotti, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, la curatrice del dipartimento di Architettura e Design del Moma, Paola Antonelli, a New York.
Sicuramente eccellenti la grande Fabiola Gianotti e Paola Antonelli, autentiche punte avanzate dell’Italia nel mondo, e altrettanto rispetto per la campionessa Bebe Vio, ma la presenza di Giusi Nicolini fa precipitare in basso la scelta.Con la scelta della Nicolini, Renzi discrimina in maniera odiosa la stragrande maggioranza del popolo Italiano che non condivide l’invasione clandestina, il disordine sociale e la conduzione affaristica della cosiddetta “accoglienza”, in realtà trasformata in sistema elettoralistico.
Questo non è “voto di scambio…”?

Il sindaco di Lampeduda donna eccellente?
Esattamente come eccellente è lui e pure Obama.
