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Perché sono sempre di più i migranti che fuggono dall’Egitto?
«Perché la situazione economica è pesante: il tasso di cambio incerto che spaventa gli investitori, il collasso del turismo, la burocrazia. Però attenti, in Egitto non mancano i posti lavoro: la gente scappa perché vuole salari migliori di quelli egiziani, sogna 2000 euro al mese, 10 volte quanto prende in patria. Otto anni fa, dopo un terribile naufragio, offrii 10 mila posti di lavoro affinché la gente non rischiasse più la vita. Si presentarono solo in 28, il salario era egiziano».
Difficile biasimare chi sogna…
«Partono in modo illegale, rischioso. L’UE dovrebbe creare zone sicure per i migranti, corridoi legali, quote. Se accetta tutti indiscriminatamente finirà per incoraggiare flussi indiscriminati e infiltrazioni dell’Isis o dei Fratelli Musulmani».
L’Egitto controlla bene le coste?
«La sicurezza è buona. Ma i flussi sono cresciuti. E noi egiziani non siamo propriamente famosi per l’accuratezza».
E’ possibile che il suo governo usi i migranti per far leva sull’Europa come faceva Gheddafi?
«L’Egitto non lo farebbe mai, è uno Stato vero, organizzato». (…)
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