ormai è svanito ogni dubbio:

roberto fiori

alba

Costa quasi quanto l’oro, ma per l’Europa non ci sono dubbi: «Il tartufo non è un bene di lusso e anche l’Italia deve modificare il suo status giuridico, riconoscendolo come prodotto agricolo spontaneo». Lo ha affermato la commissione Petizioni del Parlamento europeo, accogliendo la richiesta presentata da comune di Alba, Ente Fiera Internazionale del Tartufo, Centro nazionale Studi Tartufo, Associazione Commercianti e supportata da una decina di associazioni «trifolau» liguri e piemontesi che ieri si sono presi un giorno di pausa dalla raccolta per partecipare alla discussione a Bruxelles. Il parere, non vincolante, verrà trasmesso alla Commissione Ue che potrebbe scrivere una proposta di decisione da sottoporre agli altri Stati membri, cui spetta l’ultima parola.

D’altra parte, cercare di districarsi nella giungla burocratica e fiscale che avvolge il misterioso mondo del tartufo è un’impresa titanica. Dietro la scia profumata dell’alimento più caro e ricercato d’Italia ci sono interessi e rivalità di non poco conto. Per questo, spiega l’eurodeputato Alberto Cirio che ha presentato la petizione, «riconoscere al tartufo lo status giuridico di prodotto agricolo spontaneo, così come già avviene in tutta Europa, è un passaggio fondamentale per accedere ai fondi europei del Piano di sviluppo rurale che oggi perdiamo a favore di altri Stati. Al tempo stesso si garantisce la libera raccolta: il diritto alla ricerca nei terreni altrui dei trifolau non verrà meno». Per l’avvocato Roberto Ponzio, che ha scritto il testo, «finalmente si va verso la fine di una penalizzazione ingiustificata che colpisce il mondo del tartufo italiano».

Anche il Governo, a dire il vero, si sta muovendo per stabilire alcune regole e promuovere la tracciabilità del prodotto. Ieri a Roma sono stati avviati i gruppi di lavoro presso il Ministero delle Politiche Agricole, in vista del piano di settore. E nei mesi scorsi, rispondendo alla sollecitazione della Commissione europea di adeguare la normativa del tartufo a quella degli altri Stati dell’Unione, il Governo ha inserito un emendamento nel ddl Politiche europee con il quale a decorrere dal 1 gennaio 2017 si abbasserà l’Iva dal 22% al 10% e si imporrà, a chi acquista da raccoglitori occasionali, la ritenuta d’imposta con obbligo di rivalsa al posto dell’auto-fattura anonima. Dunque, fisco più leggero e maggiore tracciabilità, anche se per i commercianti di tartufi la toppa scelta sarebbe peggio del buco, perché convincere a fare una fattura i cavatori abituati a vendere «in nero» i frutti delle loro ricerche è impraticabile.

 

COSTA SINO A 3800.EURO/KG ….

NON è LUSSO….. LAPALISSANO……

L’IVA DEL PELLET INVECE DAL 4% E’ STATA PORTATA AL 22% ….è bene di lusso….

LIBERO ACCESSO NEL MIO TERRENO????? PROVA…….

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ORMAI NON CI SONO DUBBI: SI DROGANO !!  

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

2 pensieri riguardo “ormai è svanito ogni dubbio:

  1. L’Europa sta distruggendo la vita in ogni stato di cui ne fanno parte quegli stati che credevano che l’europa fosse una cosa buona per il commercio. Bah! Ormai penso che un giorno verranno pure a contarci quanti fogli di carta igienica usiamo al giorno e ce li tasseranno anche quelli.

  2. Mi sembra di essere all’asilo…..se non posso comprare le matite che hai tu allora rompo le tue….
    Ma l’idiozia!
    Spero scriveranno anche nel fegato d’oca che è “un prodotto ottenuto dall’esplosione forzata di un fegato malato”…
    Certo che la stupidità riesce a sorprendermi ancora…

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