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Le case prima agli italiani
L’amministrazione comunale a guida Forza Italia ha deciso di dare priorità ai perugini inserendo nel “modello per le condizioni di disagio aggiuntive” una particolare “condizione di disagio”: essere residente nel comune dal almeno 15 anni assicura 3 punti in più, permetteranno a chi li riceve di scalare la classifica. È evidente che ne verranno favorite le famiglie italiane in difficoltà a scapito degli immigrati, che spesso invece finiscono in cima alle graduatorie grazie al basso reddito e ai tanti figli a carico.
La rivolta della Cgil
Il sindacato degli inquilini, Sunia Cgil, per voce del segretario regionale, Rosario Iannoni, e di quello provinciale, Cristina Piastrelli, hanno però attaccato il sindaco Romizi: “Non si capisce – dicono – come un lungo periodo di residenza possa rappresentare un disagio. Si tratta piuttosto di un escamotage per escludere in maniera arbitraria molti immigrati. A fronte di questo “pasticcio”, che potrebbe dare luogo anche a una serie di ricorsi in sede giudiziaria, il Sunia Cgil chiede l’immediata apertura di un confronto per cercare soluzioni tampone che possano limitare i danni e garantire l’accesso alla casa a chi ne ha veramente diritto”. Soprende come in altre città, invece, il sindacato non si sia mai mosso per denunciare amministrazioni che invece fanno in modo di favorire le famiglie immigrate, inserendo – anche loro – clausole pensate appositamente per gli stranieri. L’ultimo caso è quello del Friuli Venezia Giulia della renziana Debora Serracchiani. (…)
IL GIORNALE
NELLA DEPRAVAZIONE MENTALE DELLA CGIL CHI
“NE HA VERAMENTE DIRITTO”
NON E’ CHI HA PAGATO INFINITE TASSE ED E’ SENZA CASA…. SED ETIAM CHI NON HA VERSATO UN CENT ED E’ ARRIVATO IERI !!!
QUALE DIRITTO ????
CHE CAZZO BLATERATE ?
PAGATELE VOI LE CASE AGLI “OSPITI”
LA COLPA E’ ANCHE VOSTRA CHE PAGATE LA TESSERA A GENTE CHE S’E’ VENDUTA L’UNICO NEURONE AVUTO ALLA NASCITA….
