MARASMA:

Il tribunale di Milano regala la Cittadinanza anche ai clandestini

Milano – 4 febbraio 2015 – Nuova sentenza bizzarra di un tribunale italiano. Il clandestino, se è nato in Italia da immigrati clandestini può diventare italiano quando compie 18 anni. Perché, poverino, non è giusto penalizzarlo a causa dei suoi genitori che sono sbarcati proprio per quello.

É seguendo questo il criminale ‘ragionamento’ – definirlo ragionamento è paradossale – che il tribunale di Milano ha accolto il ricorso di un figlio di clandestini filippini che è nato nel 1994 nel capoluogo lombardo, è cresciuto qui e qui ha frequentato tutte le scuole fino al diploma scientifico. Una classica “seconda generazione”, tipo i fratelli Kouachi, quelli di Charlie Hebdo.

Quando H.G. è diventato maggiorenne, ha anche ricevuto la lettera del Comune che lo informava che poteva scegliere di diventare italiano.

Per la prima sezione civile del Tribunale di Milano, però, il giovane ha diritto alla cittadinanza, come si legge nella sentenza emessa il 29 gennaio 2015 dal collegio presieduto da tal Roberto Bichi. L’ennesimo magistrato che si fa una legge tutta sua.

“Il requisito della regolarità del soggiorno dei genitori del richiedente la cittadinanza, non è previsto quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi dell’art.4, co.2, legge 91/1992” spiegano i giudici. “La condizione necessaria (e sufficiente, insieme alla nascita in Italia ed alla dichiarazione entro il diciannovesimo anno) è solamente la legale ed ininterrotta residenza dalla nascita al diciottesimo anno di età dell’interessato”. Leggere certe scemenze fa cadere le braccia: posto che la cittadinanza non andrebbe data nemmeno ai regolari, che possono risiedere tranquillamente come immigrati residenti senza nessun problema, definire la ‘legale residenza’ quella di un clandestino…è qualcosa di schizofrenico.

“Casi del genere succedono di frequente. Capita che ci siano errori (?) nell’iscrizione all’anagrafe o che i genitori non la facciano subito. La legge del 2013 (in realtà, quella degli avvocati e del magistrato è un’interpretazione bizzarra delle comunque pessima leggina PD) è però molto chiara, in quanto ciò che conta è l’essere nati ed essere effettivamente vissuti in Italia e per dimostrarlo basta per esempio l’aver frequentato le nostre scuole” ha spiegato l’avvocato Alberto Guariso che ha curato il ricorso insieme al collega Livio Neri.

Per un pugno di euro ci sono avvocati disposti a svendere la loro terra. L’Europa e l’Italia sono pieni di individui del genere.

Il primo nemico, è quello interno.

voxnews

Pubblicato da ergatto

curiosi.....

Una opinione su "MARASMA:"

  1. Kouachi no. Questo paragone nn mi piace.
    E un altro appunto nn è tout ~court una legge del 2013 ma l applicazione di uno dei comma della legge turco ~ napolitano in sostituzione della bossi ~ Fini sulla immigrazione.
    Sherabbraccitaloamericani

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