campagna elettorale boomerang:

LA VERA CAMPAGNA ELETTORALE LA STANNO FACENDO ALCUNI GIUDICI POLITICIZZATI OLTRE LE MUTANDE CON “INDAGINI” A TEMPO … CON “INDAGATI” POI SE NE RIPARLA…..

SEMPRE OVVIAMENTE DA UNA PARTE SOLA…..

CHE BELLO ESSERE PRESI PER IL CULO DA MANE A SERA !

Annunci

esclusivamente con gravi disturbi mentali….

si puo’ rivotare siffatto personaggio:

image-83-627x372.jpg

Elezioni Ue, Kyenge chiede il voto ai pakistani: “Italia accolga tutti”

Cécile Kienge ci riprova. Dopo una legislatura a Bruxelles, l’ex clandestina e ministro per l’Integrazione è di nuovo tra i candidati del Pd alle elezioni Ue.

Ieri ha molestato i cittadini con un tour in Alto Adige. Dapprima a Bressanone – Casa della solidarietà – poi pranzo con la comunità pachistana. Infine un convegno nel capoluogo organizzato dalla Rete per l’integrazione delle comunità straniere. Insomma, cerca il voto etnico, è evidente.

Perché, in fondo, come ha ricordato lo psicologo sociale Fernando Biague «dobbiamo abituarci ad una società “colorata”, tenendo presente che l’uomo ha un’unica razza». Certo, come no.

Ma allora come la mettiamo con le politiche portate avanti dall’attuale governo? «Sono contro la Costituzione che afferma la necessità di farsi carico di chi fugge dalle guerre. Pensate all’attuale situazione in Libia, alla guerra in atto, sono persone che hanno diritto all’accoglienza», così l’eurodeputata del Pd.

«Si confrontano una visione progressista ed una apocalittica della migrazione», spiega Kienge. Una politica, la sua, contrasseganta dalle 5 P. Persone, pianeta, partenariato, prosperità e pace. Ne manca una sesta che le sintetizza tutte: puttanate.

«Si sta lavorando già al piano 2021-2027 e l’ottica del territorio all’interno della Ue ha una sua rilevanza», ancora Kienge.

E poi c’è lo «ius soli». «Il percorso per l’ottenimento dei pieni diritti di cittadinanza della popolazione italiana di origine straniera mira a cancellare le ingiustizie politiche ed a portare progresso sociale, economico e politico al nostro Paese», chiude Cécile Kienge.

Ancora: questo non è il tuo Paese.

La foto in alto dice tutto. Sia per i ‘nuovi italiani’, sia per il personaggio a sinistra che regge il moccolo.

VOX

 

HA TROVATO BENGODI, SVOLAZZA A SPARARE MINKIATE A SPESE DEL CONTRIBUENTE CON SCORTA (!!!!)

SI PUO’ ESSERE COSI’ DEM- ENTI DA RIVOTARLA ?

 

tutti i giorni un caso:

Un pm aveva appena liberato l’immigrato che ha attaccato gli agenti a Torino

Ndiaye Migui, il senegalese che ha aggredito due poliziotti con una sbarra di ferro, aveva due provvedimenti di espulsione e aveva già attaccato gli agenti. Ma era stato subito scarcerato

Non era certo la prima volta che Ndiaye Migui si avventava contro i poliziotti con tutta quella violenza.

 

non c’è piu’ nulla da fare:

PIU’ STUPRANO, RUBANO, MINACCIANO, DELINQUONO

(SEMPRE MANTENUTI IN TOTO…)

PIU’ LOBOTOMIZZATI

(O VERI DELINQUENTI SCHIAVISTI PER LUCRO)

INNEGGIANO ALL'”ACCOGLIENZA” ALL'”AMORE ” PER I POVERI XXXXXX !

GENTE SENZA PROBLEMI ECONOMICI, CHE GIRA CON SCORTA CHE NON SA CHE SUCCEDE PER STRADA E CHE FORSE NON SA NEPPURE LEGGERE i quotidiani tanto sono intelligenti…

LA PREZIOSA SPONDA DELLA NON-GIUSTIZIA ITALICA CON PSEUDOGIUDICI POLITICIZZATI ANCHE NELLE MUTANDE LI CONFORTA …..

DAVANTI A TANTA DEVASTAZIONE MENTALE NON RESTA NULLA DA FARE….

 

questo non sarebbe un paese di merda ?

Colpisce a sprangate 2 agenti e grida Allah Akbar. Aveva 2 decreti d’espulsione

 

essendo in un regime giudiziario….

NON POSSO ESPRIMERE IL MIO PARERE SU CERTE AFFERMAZIONI :

Di teorie bislacche se ne sentono parecchie. Ma quella avanzata da Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione nazionale Antimafia, è davvero sconcertante. Una bomba di fango contro Matteo Salvini, ovviamente ospitata sulle pagine di Repubblica. Si parla dell’inchiesta che ha coinvolto Armando Siri e che sta terremotando il governo. E Di Matteo afferma: “Da sempre il potere mafioso ha una grande capacità di cogliere i segnali che arrivano dalla politica e dalle istituzioni. In questi giorni, sta registrando sensibilità diverse nelle due forze di governo, i Cinque Stelle e la Lega. I primi chiedono le dimissioni del sottosegretario indagato per corruzione in una più ampia vicenda che porta a Trapani, gli altri lo difendono”. Di Matteo, poi, non usa giri di parole: “I mafiosi capiscono subito su chi poter fare affidamento. La difesa a oltranza di un indagato per contestazioni di un certo peso potrebbe essere, in questo come in altri casi, un segnale che i poteri criminali apprezzano”. Siamo, insomma, arrivati a questo: secondo Di Matteo, il fatto che Salvini e la Lega difendano Siri, potrebbe essere un segnale alle mafie. O, come sintetizza Repubblica nel titolone “Cosa nostra può leggere come un segnale la difesa leghista di Siri”. Una teoria estrema. E vergognosa.

LIBERO

SUL ROTOLO DI CARTA IGIENICA RESPUBICA INVECE POSSO DIRE CHE COME EXCORT E’ ALL’AVANGUARDIA !

siamo oltre….molto oltre….

Profughi pestano volontario per la paghetta: liberi e risarciti dai contribuenti!

Avevano aggredito il mediatore culturale ed erano stati arrestati dai carabinieri. A

Dopo due mesi e mezzo questo è il risultato: sono stati scarcerati e rimarranno in Italia malgrado la richiesta di espulsione immediata dal suolo nazionale e, in seguito a un ricorso depositato al Tar (Tribunale amministrativo regionale) a spese dello Stato, hanno anche ottenuto di essere reintegrati nel centro di accoglienza con vitto, alloggio e pocket money.

Si conclude così la vicenda dei quattro stranieri che, alla fine del mese di gennaio, non vedendo arrivare la “paghetta” mensile di 77,50 euro, se l’erano presa con l’incolpevole mediatore culturale pakistano della cooperativa I Girasoli.

Ai migranti le spiegazioni del ‘mediatore’ non era interessate. Volevano i soldi. Inferociti, lo avevano minacciato con un coltello, pestato ripetutamente e chiuso in una stanza. Soltanto una telefonata fatta di nascosto ai carabinieri gli aveva permesso di essere liberato.

Non solo. Nessuno degli altri ‘profughi’ era intervenuto in sua difesa. Anzi, pochi minuti più tardi, dopo aver arrestato gli aggressori, i carabinieri si erano ritrovati davanti alla caserma tutti gli altri ospiti del centro di accoglienza che volevano manifestare tutta la loro solidarietà agli amici.

La Lega, attraverso i parlamentari brianzoli, aveva chiesto per i quattro l’espulsione immediata dall’Italia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Silvia Pansini, aveva invece disposto la scarcerazione e la permanenza nel nostro Paese in attesa del processo.

La Prefettura, immediatamente, in data 28 gennaio aveva però revocato le misure di accoglienza.

Ma loro, difesi dall’avvocato Francesco Egidi, con patrocinio legale a spese dello Stato, hanno presentato ricorso al Tar.In quella sede è stato contestato l’atto della Prefettura: «illegittimo per eccesso di potere per omessa istruttoria», ovvero compiuto esclusivamente in base a una valutazione autonoma.

Tesi inaccettabile per il Ministero dell’Interno, che è intervenuto costituendosi perfino in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso dei migranti: la Prefettura il 28 marzo, in autotutela, ha annullato il suo provvedimento ripristinando di fatto per i quattro le misure di accoglienza. Il Tar non ha potuto fare altro che ricevere anche il ritiro del ricorso da parte dell’avvocato e constatare la cessazione della materia del contendere. Si torna dunque alla situazione precedente in attesa del processo penale.

Roba da matti. Ma che giudici abbiamo in Italia?

 

IO LO SO !!!

 

l’ovile:

Vittorio Feltri e “la differenza tra un figo e una testa di ca***”: smontati i deliri di sinistri e femministe

In Italia la libertà di pensiero, espresso al microfono e sulla carta stampata, si è ristretta al politicamente corretto, che controlla non soltanto le idee, bensì anche il linguaggio. Chi esce dai rigidi confini del conformismo viene messo al bando, perseguito, perseguitato e addirittura bandito. C’è chi si è inventato parole da usare e parole da vietare. Il manuale del lecito e dell’illecito è entrato non solo nel costume linguistico, ma perfino nei canoni adottati dagli ordini professionali, i quali arbitrariamente decidono se sei degno o indegno della corporazione cui appartieni.

Anni orsono fui processato per aver vergato questo titolo: Hanno ragione i negri. Che era riferito ai poveracci africani costretti in Calabria a lavorare la terra in condizioni disumane, a ricevere una paga miserrima e a dormire in luride baracche. Costoro si ribellarono agli sfruttatori, scoppiarono dei disordini di cui si occuparono i giornali e il mio quotidiano prese le difese degli operai in questione, con il titolo citato. Il quale non fu digerito dai censori dell’Albo, cosicché venni sottoposto a procedimento disciplinare in quanto avevo usato il termine negri anziché neri. Paradossale. Il fatto che mi fossi schierato in favore dei miserabili passò in secondo piano, anzi fu ignorato, e i giudici puntarono sull’aspetto lessicale, affermando che negri è un vocabolo dispregiativo. Miracolosamente fui assolto, nonostante che quasi tutti i colleghi mi avessero deplorato. Si rende conto il lettore a che punto siamo arrivati?

Affrontiamo il tema del sessismo, recentemente diventato centrale nel dibattito nazionale. Ogni riferimento al genere degli umani non è ammesso allo scopo di non offendere le donne e gli omosessuali. Altra follia. L’insulto più comune è testa di caz***, rivolto ovviamente ai maschi. I quali, se persone gradevoli e di prestigio, vengono gratificati come fighi. Siamo quindi al rovesciamento del sessismo tradizionale o, meglio, antiquato. Segno che hanno vinto le femmine, dato che figo si riferisce all’organo delle donne. In ogni caso nessuno bada a queste sottigliezze e si insiste a dare addosso a coloro che non si adeguano alla corrente verbale dei progressisti ignoranti. I quali difatti non sanno che in latino nero si dice niger e in lombardo negher. Aggettivi e sostantivi semanticamente privi di valenze negative. Non importa. I paladini del politicamente corretto essendo violenti pretendono di modificare il vocabolario e ci obbligano a soggiacere ai loro capricci. Prevale la stupidità. Se poi provi a criticare la cultura islamica, ispirata al Corano, vai incontro a guai seri. Noi difensori del linguaggio popolare, diretto e corretto abbiamo perso e dobbiamo soccombere ai cretini di sinistra.

di Vittorio Feltri

 

E NON DIMENTICHIAMO LA FOLLIA BOLDRINIANA DELLE “A ” IN TUTTE LE PROFESSIONI !!!

L’ARCHITETTA HA LA 6° DI SENO ?

 

gesuiti…..

Vescovi europei a gamba tesa: “False le realtà dei populismi”

L’arcivescovo del Lussemburgo Hollerich interviene sul voto: «Infame giocare con le paure della gente»

È il capo dei vescovi europei, è gesuita come papa Francesco e, come Bergoglio, anche monsignor Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, non sopporta sovranismi e populismi, di sinistra ma soprattutto di destra.

 

INFAME E’ FARE I FROCI COL CULO ALTRUI !!!

STILE GESUITA…..

inevitabile con analfabeti al comando:

 

Vittorio Feltri, la rivolta che seppellirà Di Maio: “La gente bestemmia e lui non fiata”

Senza entrare troppo in particolari dispersivi, siamo autorizzati dalla realtà sotto osservazione a dire che al momento il reddito di cittadinanza, preteso dai grillini, è un bidone vuoto, non contiene palanche a sufficienza onde soddisfare tutti i richiedenti sussidi. Sapevamo da tempo che il provvedimento era velleitario, tuttavia non pensavamo che si rivelasse un flop ancor prima di essere esecutivo. Oggi abbiamo la prova che i nostri sospetti erano fondati. Siamo nel caos. La Previdenza sociale non è in grado di capire a chi spettino soldi e quanti ne debba sborsare. A coloro che bussano a cassa, i funzionari Inps rispondono malamente ignorando come devono comportarsi. Li mandano al diavolo. Replicano di applicare il regolamento benché essi stessi dimostrino di non conoscerlo se non per sommi capi.

Risultato, i cosiddetti poveri che pietiscono qualche euro sono in difficoltà, protestano, insorgono, bestemmiano. Di Maio travolto dal casino generale non fiata, non si rende neppure conto di aver creato un meccanismo destinato ad aggiungere confusione alla confusione. Il dato emergente comunque è un altro: i miserabili esistono di sicuro però è difficile identificarli e verificare quali di loro fingono di esserlo e quanti lo siano effettivamente. Tra la massa, abbastanza contenuta, che si dichiara in bolletta abbondano individui che lavorano in nero e guadagnano discretamente, oppure gente che ha una paga bassa ed è pronta a licenziarsi per godere dell’ aiuto statale, riservandosi di ricevere in seguito stipendi sottobanco, evitando con cura di denunciare un impiego occulto.

Insomma siamo in un bordello in cui è arduo raccapezzarsi. C’ è chi in base a regole oscure aspirava a ottenere 780 euro mensili e invece ne raccatta a malapena 80. Perché? Nessuna spiegazione esaustiva. È un fatto che, stando alle statistiche di cui disponiamo, i famosi 5 milioni di poveri stimati dall’ Istat in concreto sono molti di meno. O sono pari a zero. In effetti non risultano decessi per inedia nel nostro Paese. Non si comprende in base a quali indicatori si stabilisca chi è indigente e chi no. Se uno non ha un cellulare alla moda viene considerato uno sfigato, idem uno che a Pasqua non va in vacanza in un postaccio qualsiasi della Penisola.
Ma che metro di misura sarà questo?

Io non mi sono mai recato in posti di villeggiatura e ho sempre sgobbato come un negro accorgendomi che solo lavorando sodo si sale sull’ ascensore sociale. L’ unico consiglio che posso suggerire ai disagiati è di diventare ricchi. Poi ci si trova meglio. Il resto non vale.

di Vittorio Feltri

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑