OGGI:

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– Ho appena visto un video di Zaia che presenzia a un concerto di bambini alla “festa del radicchio rosso”. Che luogo meraviglioso il Veneto

– Sondaggio sulla Chiesa. Il Papa, nonostante sia in fisiologico calo di 20 punti percentuali, resta molto popolare tra gli italiani: due su tre si fidano di lui. Per la cattedra di Pietro è certamente un bene, ma non esulterei. La fiducia nella Chiesa, infatti, è al 41%, sotto il livello del papato di Ratzinger. Cosa significa? Significa che Bergoglio attira tanti, va molto di moda anche e soprattutto tra i non credenti, ma una cosa è essere popolare e un’altra è convincere i fedeli a tornare a messa. Cosa che infatti puntualmente non avviene.

– Sulle intercettazioni siamo alla solita tempesta in un bicchiere d’acqua. Ascoltare le telefonate per certe indagini, dalla corruzione alla mafia,è ovviamente utile e nessuno lo mette in discussione. Ma Matteo Messina Denaro era già stato condannato, era un ricercato, non parliamo dunque di un incensurato innocente cui occorre fornire tutte le garanzie del caso. Se non teniamo bene a mente la differenza tra un condannato in via definitiva e un innocente, mescoliamo pere e mele in un discorso troppo serio per essere buttato così nel cesso.

– Una cosa infatti è usare le intercettazioni per catturare un latitante: ascolto le dichiarazioni dei fiancheggiatori, indago, cerco di trovare i riscontri per catturarlo. Un’altra è intercettare a strascico un innocente, estrapolare delle frasi dal contesto, spiattellarle nel dispositivo di richiesta di custodia cautelare e fornirle così alla stampa. Il tutto senza preoccuparsi di “verificare” se il reato c’è stato davvero oppure no. E se il malcapitato è davvero colpevole. Inutile fare i finti tonti: delle intercettazioni si è abusato in passato, soprattutto a causa dei legami tra cronisti e magistrati, ed è arrivato il momento di porre un freno. Fine della storia.

– L’Ad di Eni, Claudio Descalzi, assicura che se tutto va come deve andare, nell’inverno 2024-2025 potremo fare a meno totalmente del gas russo. La domanda è: sì, ma a che prezzo?

– L’intervista al cardinal Muller su Bergolgio è una sfilza di sassate sul pontefice, che peraltro ormai gli arrivano da ogni dove. Dice il porporato: “Il Papa è successore di Pietro (…) ma d’altra parte non è Dio in terra”. Aggiunge: “La Chiesa non può ignorare questa dittatura comunista brutale che nega i diritti umani” in Cina. E ancora: “Alcuni vescovi si sono sentiti maltrattati”. Aridaje sulle unioni gay: “Ci sono vescovi e cardinali che hanno insegnato eresie”. E tutto questo premettendo che “non sono un nemico di Francesco”. Per fortuna, sennò che gli faceva: gli piazzava ‘na bomba a Santa Marta?

– Scarpinato, che di mestiere faceva il magistrato e ora s’è candidato coi Cinque Stelle, di cui è diventato Senatore, dice che qualcuno vuole “abolire l’ergastolo ostativo con un tratto di penna”. Ora, posto che il governo ha fatto l’esatto opposto, mi chiedo: quali sono le prove del magistrato? Chi è che vorrebbe fare questa cosa? Lo sa, lo ipotizza o si è inventato una fregnaccia? Quando si fa una accusa simile, sarebbe carino contestualizzare.

– Incontro a Cernusco sul Naviglio per le Regionali in Lombardia. Titolo: “Sanità, è codice rosso”. E chi la organizza? Il Terzo Polo di Letizia Moratti, quella che fino a l’altro ieri era a capo proprio di quella sanità che oggi denuncia essere “in codice rosso”. Ma è normale?

– “Scavalca il recinto e fa sesso con capre e galline. Per questo ieri in tribunale a Pesaro, davanti al giudice monocratico, si è aperto il processo nei confronti di un immigrato di 27 anni, di origini ghanesi”. Viviamo in un mondo meraviglioso. Pare che il giovane sia ancora ricercato. Già mi immagino il cartello: “Wanted: pericoloso stupratore di capre e galline”.

– Fermi tutti, la Boldrini si iscriverà al Pd “perché bisogna rinnovarlo” per alzare “l’argine alla destra più destra di sempre”. Dopo D’Alema e Prodi ci mancava Boldrini: ecco il colpo di grazia letale per il partito.

– Meloni non tradisce i balneari. Sulla Bolkestein dice di non aver cambiato idea e sta cercando una soluzione “che non sia temporanea” per “mettere in sicurezza questi imprenditori”. Forse arriverà la proroga, ma una cosa è certa: dopo il pasticcio sui benzinai, il governo non può rischiare un altro scontro con una categoria produttiva.

GIUSEPPE DE LORENZO

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