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Di Maio molla se stesso, goduria per Meloni e gli Usa: quindi, oggi…

22 Ottobre 2022 – 22:50

Quindi, oggi…: il giuramento di Giorgia Meloni, la guerra in Ucraina e le truppe Usa in Romania

Giuseppe De Lorenzo

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– Io tutta questa polemica su Daniela Santanché non la capisco. E vi spiego perché. Lei sarà anche imprenditore nel settore della balneazione, quindi avversa alle liberalizzazioni, ma non comprendo di casa vi stupiate. Forse non vi siete accorti che Fratelli d’Italia, soprattutto in Romagna, si è sempre detta contraria all’attuazione della Bolkenstein. Quindi, tutto torna.

– Giorgia Meloni giura da premier. Visibilmente emozionata, la voce rotta, ma in fondo si può capire: entrerà nei libri di storia come la prima donna presidente del Consiglio italiano dalla fondazione della Repubblica. Non una cosa di tutti i giorni. Sempre che gli storici non snobbino la ricorrenza solo perché di Destra.

– Luigi Di Maio non smette mai di stupire: prima si costruisce un partitello personale per cercare di tornare in Parlamento, poi ora che non c’è riuscito abbandona la barca tipo Schettino. Luigino si è dimesso da se stesso e da ciò che resta della sua parabola politica: cioè nulla.

– La Meloni in meno di un mese ha messo su un governo, il Pd non ha neppure iniziato il congresso. Non mi pare che i dem possano dare grandi lezioni, stavolta.

– “Nei villaggi liberati ora gli ucraini vanno alla ricerca dei collaborazionisti”. Tecnicamente, è una sorta di rastrellamento. È normale, in tutte le guerre. Ma serve a poco addolcire la pillola parlando di “andare alla ricerca di…”

– Che goduria sapere che c’è il primo premier donna della storia d’Italia e che, invece di andar dietro alle Murgie varie, utilizzerà il maschile universale per riferirsi alla sua carica. Non sentiremo “la presidente”, né “la presidenta”, né tantomeno “president*”. Ma solo “il presidente del Consiglio Giorgia Meloni”: chapeau.

– Che bello vedere tanti bambini alla cerimonia del giuramento del governo. Questo sì, un messaggio che dovremmo dare a tutto il Paese: natalità.

– Gli Usa mandano la Divisione 101 in Romania, a pochi “passi” dal confine Ucraino. Buon per Kiev, ma resta sempre quel filino di preoccupazione: l’escalation, ricordate, non è mai razionale. È come un’esplosione: arriva e non te ne accorgi

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