è sempre carnevale

Un flash mob ispirato a ‘Il racconto dell’ancella’, serie TV altrimenti nota come ‘The handmaid’s tale’, ha avuto luogo a Napoli per protestare contro Ignazio La Russa ed Enzo Fontana, rispettivamente nuovi presidenti del Senato e della Camera.

Flash mob a Napoli ispirato a ‘Il racconto dell’ancella’

Un gruppo di attiviste dell’ex OPG Je So’ Pazzo di Napoli è sceso in piazza nel pomeriggio di domenica 16 ottobre per protestare contro l’elezione di Ignazio La Russa ed Enzo Fontana alla presidenza del Senato e della Camera.

Le ragazze hanno indossato lo stesso costume di scena de ‘Il racconto dell’ancella’, la serie TV distopica ispirata dal romanzo pubblicato nel 1985 da Margaret Atwood.

A Napoli le attiviste dell’ex OPG Je So’ Pazzo sono scese in piazza con i costumi de ‘Il racconto dell’ancella’ per protestare contro La Russa e Fontana

Le dimostranti hanno affisso uno striscione sotto la statua di Dante Alighieri, nell’omonima piazza, con la scritta: “Fontana, La Russa, Meloni, dimissioni!” e hanno distribuito volantini ai passanti.

Il discorso delle attiviste

Le attiviste, munite di megafono, hanno fatto sentire le loro ragioni.

Le loro parole: “Vogliamo far capire chi si appresta a governarci che non consentiremo a nessuno di trasformare l’Italia nella Repubblica di Gilead, nemmeno ai due neo eletti. Il primo, Fontana, dichiaratamente omofobo, antiabortista e putiniano, ha più volte attaccato la comunità LGBTQ+; il secondo, La Russa, il cui passato non necessita di particolari descrizioni, data la sua esperienza militante in partiti come l’MSI“.

La Repubblica di Gilead, nella fiction di ‘The handmaid’s tale’, è uno stato immaginario a trazione totalitaria e teocratica di ispirazione cristiana, altamente incentrato sulla procreazione e, per questo, con una politica restrittiva e severa nei confronti delle donne.

Le ancelle, nel romanzo e nella serie TV, sono le donne fertile e per questo vengono ridotte a risorse nazionali a favore dei Comandanti con lo scopo, appunto, di procreare.

Il discorso sul corpo delle donne

Ancora, le attiviste hanno poi concentrato il grido di protesta sul corpo delle donne.

Le loro parole: “Non possiamo che continuare a ribadire e riaffermare un concetto per noi molto chiaro, ma che a quanto pare per alcuni è ancora difficile da comprendere: i nostri corpi, le nostre vite, non sono e non saranno carne da macello. Sulle nostre vite, sui nostri corpi, nessun modello potrà essere imposto”.

TRA PENA E VOMITO LE ANCELLE DICHIARANO CHE NESSUN MODELLO PUO’ ESSERE IMPOSTO….POVERETTE NEMMENO CAPISCONO CHE LA RIVOLTA DEMOCRATICA ELETTORALE E’ STATA DETERMINATA PROPRIO DAI LORO DEMENZIALI MODELLI IMPOSTI !!!!!!!

POVERETTE….

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