questa è una merda : allA PARI DI CHI LI IMPORTA

MIGRANTE ISLAMICA: “NEMMENO UN ITALIANO DEVE RIMANERE VIVO, VOGLIO RIEMPIRMI DEL LORO SANGUE”

 VOX LASCIA UN COMMENTO

https://xn--r1a.website/s/VoxNewsInfo

Condividi!

FacebookTwitterTelegramWhatsAppVKMessengerCondividi

Ancora sulla terrorista islamica:

https://voxnews.info/2022/05/09/a-processo-immigrata-islamica-voleva-fare-una-strage-in-burqa-foto/embed/#?secret=kMIm3xJaFn

Stiamo importando gli assassini futuri della nostra gente. In più, questa la definiscono ‘italo-kosovara’. Se non torniamo allo ius sanguinis, già con l’attuale legge sulla cittadinanza perderemo l’Italia in una decina d’anni. Se poi dessimo retta a quei criminali dello ius scholae allora la perderemmo in dieci mesi.

VERIFICA LA NOTIZIA

Il pool antiterrorismo della Procura di Milano, guidato da Alberto Nobili, ha chiesto il processo con rito immediato per Bleona Tafallari, 19enne nata in Kosovo, ma domiciliata a Milano, ribattezzata la «leonessa dell’Isis» e arrestata lo scorso 17 novembre nel capoluogo lombardo per terrorismo internazionale a seguito di un’indagine coordinata dal pm Leonardo Lesti e condotta dalla Digos.

Stando all’ordinanza del gip Carlo Ottone De Marchi, confermata anche dal Riesame che ha respinto un’istanza di scarcerazione, la ragazza avrebbe abbracciato il radicalismo di matrice jihadista e fatto attività di arruolamento e proselitismo, anche tra minorenni, senza nascondere l’ambizione di andare a combattere nelle zone di guerra contro il «nemico occidentale». Sarebbe stata una devota sostenitrice da almeno tre anni dell’Isis e avrebbe fatto parte, assieme al marito (che stava in Germania), di una sua costola, il gruppo chiamato i ‘Leoni dei Balcanì.

Inoltre, nel gennaio dello scorso anno si era sposata con un «mujaheddin» di 21 anni kosovaro e imparentato con l’attentatore di Vienna Kujtim Fejzula (nella foto sopra).Dentro il telefono della 19enne, sono stati trovati oltre 7.000 tra audio, video e immagini, alcune dell’agenzia di comunicazione dello Stato Islamico ‘Al Hayat Media Center’, e più di 2.000 chat che non lasciavano dubbi, secondo l’accusa, sulla sua appartenenza all’Isis.

Nell’interrogatorio davanti al gip e poi coi pm la giovane si è sempre difesa spiegando di non aver mai fatto propaganda, di non aver mai preso in considerazione di «diventare martire, né di andare a combattere». Dopo il previsto ok del gip al rito immediato (si salta l’udienza preliminare), la difesa potrà chiedere, se vorrà, il rito abbreviato, a porte chiuse e con lo sconto di un terzo sulla pena.

Ci voleva fare scoppiare tutti:

Bleona Tafallari, la 19enne nata in Kosovo arrestata a novembre dello scorso anno nella casa di ringhiera di via Padova, in cui era ospite del fratello. Secondo gli investigatori dell’Antiterrorismo, la giovane donna, a novembre, era arrivata a Milano, dove aveva la residenza, solo per regolarizzare i documenti di identità all’Anagrafe e per ottenere il Green pass, attraverso il quale avrebbe potuto viaggiare verso la Germania paese in cui l’attendeva il marito, Perparim Veliqi, cugino dell’attentatore di Vienna.

Insieme avrebbero organizzato, almeno nelle loro intenzioni, e secondo quanto risulta agli investigatori, un attentato in Germania. Per l’aggiunto Alberto Nobili la Tafallari rappresentava un anello fondamentale di congiunzione tra la rete milanese e quella dei combattenti sul luogo della Jihad. Ed è proprio sulla rete della donna che gli investigatori si stanno concentrando in questi mesi.

La diciannovenne era una devota sostenitrice da almeno tre anni dell’Isis e aveva cercato di portare nuove braccia alla causa della jihad, facendo proselitismo anche tra ragazze minorenni rilanciando ogni possibile contenuto video, da quelli degli attentati alle immagini di donne guerrigliere con i kalashnikov in mano, coordinava un network realizzato attraverso canali criptati ad accesso segreto su Telegram riservati alle donne. Uno in particolare si chiamava “La morale della donna musulmana“, nel quale esaltava lo Stato Islamico partendo dalla divulgazione dei termini “Jihad, martirio, combattimenti, conquiste..“, formulava inviti all’arruolamento delle donne tra le fila del Califfato e forniva informazioni in tempo reale dei successi dei miliziani dell’Isis in tutti i Continenti, facendo da megafono ai file immagine e video creati dall’agenzia di comunicazione dello Stato Islamico “Al Hayat Media Center“.

In parallelo, Tafallari promuoveva attività di raccolta fondi per aiutare le donne con i bambini a fuggire dal campo di Raqqa. Tra le pubblicazioni rinvenute sul telefono della Tafallari ha destato particolare allarme quella intitolata “Hijrah to the Islamic State” contenente le istruzioni su come fabbricare una bomba artigianale e la traduzione del famoso libro sulle “44 vie” una sorta di guida per il “mujiaheddin” aderenti alla formazione terroristica di “Al Qaeda”. Nell’enorme mole di messaggi, oltre 7.000 rinvenuti in Telegram criptato della Tafallari, c’è la diffusione in tempo reale di informazioni sugli attentati terroristici: Parigi, 16 ottobre 2020, decapitazione del professore Samuel Paty; Nizza, Avignone e Jeddah (Arabia Saudita), 29 ottobre 2020, uccisione di tre persone all’interno di una chiesa (Nizza) e ferimento di due agenti (Avignone e Jeddah); Vienna, 2 novembre 2020 attentato ad opera di Fejzulai Kujtim, cugino del marito.

A ogni attentato, seguiva esaltazione delle gesta dei responsabili. L’odio della donna verso gli occidentali era espresso in alcuni messaggi trovati: “Scoppiate seguaci della vanità, con la vostra gelosia e rabbia perché non potete trovare tra i vostri figli nemmeno uno come i figli orgogliosi e coraggiosi delI’ Islam!”. Non usciva mai di casa, se non con il niqab per non contaminarsi con gli occidentali.

Nemmeno un italiano deve rimanere vivo, uccidere tutte quelle non velate:

La polizia l’ha portata via dalla sua casa di via Padova, dove viveva ospite del fratello, senza mai uscire, per “non mescolarsi con gli infedeli”, interamente coperta con il niqab.E da lì chattava per radicalizzare altre giovani come lei e alcune ragazzine minorenni. A loro dava istruzioni su come cercare marito e, soprattutto, che tipo di marito cercare. Gli atti che hanno disposto la sua carcerazione raccontano bene il ruolo della donna nella cultura islamica, almeno in quella di cui Bleona Tafallari faceva instancabile proselitismo.

Alla richiesta di scarcerazione presentata dall’avvocato della 19enne, Giuseppe De Carlo, si è opposto il pm Leonardo Lesti, titolare insieme al capo della sezione distrettuale antiterrorismo Alberto Nobili delle indagini condotte dalla Digos di Milano. La Tafallari resterà in carcere, sorvegliata, per evitare che riesca, anche lì, a tessere una rete, dalla cella continua a ripetere che “è solo caduta nella trappola dei social”. Ma le sue conversazioni sui social, che lei dimostra di sapere usare benissimo, sono “pericolosissime esaltazione di Jihaidismo”. La Tafallari invia alle giovanissime interlocutrici i video nei quali ostenta il guanto con il simbolo dell’Isis.

I consigli: “Devi trovare un “Leone“ (uomo, in riferimento alla loro appartenenza all’organizzazione “Leoni dei Balcani”), con cui “cadere“ (morire) insieme, bagnati dal sangue dei miscredenti”. Nei messaggi le ragazze inseriscono più volte bandiere nere dell’Isis sotto forma di emoticon.

Come immaginano il matrimonio: “Durante la “festa“ non vogliamo lasciare vivo neanche un miscredente, tutti a terra. La sala così si riempie di sangue. Il tuo marito viene a prenderti con un’auto con sopra le bandiere nere dell’Isis (emoticon con contelli e sei bandiere nere)”. E ancora: “Dobbiamo mettere il niquab perché solo così siamo donne belle. In camera – scrive Tafallari – ho messo una immagine di guanti neri e bandiere …

L’interlocutrice: “Vedi che sei bella calda per queste cose… come lo sono io..(quattro smile). Il consiglio: “Devi mettere il niqab anche se la tua famiglia non vuole, gli occhi sono bellissimi con il niqab”.

E l’interlocutrice minorenne: “La mia famiglia dice che deciderà il mio futuro marito se metterò il niqab…e quindi mi devo sposare ora. Ma tu metti solo il velo? perché se sotto metti i pantaloni sempre quelle che fanno le belle….”. Tafallari: “Io metto il niqab largo… io quelle con i pantaloni in vista le ucciderei tutte”. La minorenne: “Anche Nora si vuole sposare a 16 anni, quando ti esce qualche leone per me? Trovami uno con barba e capelli lunghi, voglio un martire e voglio cadere con lui.. che Allah possa fare in modo che ciò accada”.

Tafallari si accorge che è intercettata e chiede a un’amica. “Gli indefeli mi hanno bloccato Instagram, puoi crearmi tu un profilo nuovo?”. Di notevole interesse una chat Telegram intrattenuta con il marito Perparim Veliqi nella quale la Tafallari, più volte e nonostante i contrari inviti del coniuge alla estrema prudenza nel pubblicare materiale che potrebbe destare l’attenzione della polizia, ha mostrato la sua intenzione di creare un sito con intenti apparentemente divulgativi, ma che in realtà dovrebbe prefiggersi lo scopo di “far capire cosa succede nel mondo ai musulmani… far capire la verità”, iniziativa che il marito giudica estremamente pericolosa e la invita, anche in ragione del vincolo di obbedienza che le deve in quanto donna, ad abbandonare senza riserve.

L’opera di propaganda ed esaltazione dello Stato islamico raggiunge il suo apice quando, in una chat whatsapp con un’altra donna kosovara, anche il figlio di quest’ultima di pochi mesi diventa motivo di esaltazione di jihadismo. Il piccolo, infatti, viene ritratto dalla madre in alcune fotografie dove indossa una cuffietta nera riportante i versi della Shahada, con una pistola di fianco al corpo, grande quasi quanto lui. Nell’occasione la Tafallari e la amiche commentano entusiaste e alla vista dell’arma Tafallari scrive “io vorrei quella cosa (la pistola) che ha toccato il bambino”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...