la colpa e’ di chi non li sbatte in galera !

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80% IMMIGRATI NON PAGA LE TASSE MA RISCUOTE IL REDDITO DI CITTADINANZA GRAZIE A IMPRESE FANTASMA

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Secondo quanto riferito dal colonnello Fabio Dametto, comandante del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Venezia, infatti, 8 cinesi su 10 che vivono e lavorano nel territorio regionale non dichiarano alcun reddito, per un’evasione stimata negli ultimi vent’anni pari a 2 miliardi di euro. Non solo, molti di loro, richiedono anche sussidi statali, con un danno doppio per le casse dello Stato.

A chiedere l’audizione nella Commissione che si occupa di “Valutazione delle politiche pubbliche e degli effetti della legislazione regionale”, nonché di “Promozione della legalità”, è stato il capogruppo regionale di FdI, Raffaele Speranzon, che a maggior ragione alla luce di questi dati ha rilanciato la battaglia del partito per pretendere fidejussioni bancarie dagli stranieri che vogliono aprire una partita Iva. Da anni, infatti, FdI denuncia come le norme italiane di fatto aprano autostrade a fenomeni di questo tipo, facendo riferimento proprio al meccanismo “apri&chiudi” delle attività citato da Dametto.

https://voxnews.info/2017/11/24/imprese-immigrati-sono-fasulle-83-non-paga-contributi/embed/#?secret=cXQznD2han

Il colonnello, infatti, ha chiarito che i controlli ci sono, ma gli stranieri, in questo caso cinesi, aprono le imprese e le fanno chiudere dopo nemmeno tre anni, così quando arrivano i controlli già non esistono più. Un modo per aggirare il fisco, che di fatto lo stesso fisco ha reso possibile con le norme agevolate previste per gli stranieri. Si parla di bar, ristoranti, botteghe, parrucchieri. Tutte quelle attività, insomma, che negli anni sempre più sono diventate appannaggio di “imprenditori” stranieri.

Le Fiamme Gialle venete, inoltre, hanno rilevato che le 7.857 partite Iva chiuse dal 2008 al 2021 hanno avuto una vita media di 900 giorni, rilevando anche l’eventualità di semplici passaggi di nome, con le attività che magari non chiudono davvero, ma finiscono solo affidate a prestanome. Si tratta di un fenomeno osservato specie a Venezia, con un elemento di preoccupazione in più rispetto all’acquisto di attività molto costose, senza la richiesta di un mutuo. Insomma, dove maggiormente si addensano le ombre di possibili operazioni di riciclaggio.

https://voxnews.info/2021/02/15/chiudono-273mila-imprese-italiane-crescono-sono-quelle-di-immigrati/embed/#?secret=op6JRzxvQb

A fronte di questo si registra anche il fatto che molti cinesi, fra i quali la comunità del Veneto costituisce il 10% del totale, spesso chiedono e accedono a contributi e aiuti statali, compreso il reddito di cittadinanza. Con, si diceva, una moltiplicazione del danno per le casse dello Stato.

E non sono solo i cinesi. Tutta l’immigrazione è parassitaria. Basterebbe una legge: gli extracomunitari non possono possedere imprese o immobili in Italia. Lo fanno coi russi, lo si faccia, a ragione, con chi ci invade davvero e non porta soldi. Cinesi in primi. Ma anche tutti gli altri.

E come mai proliferano? Perché sono fasulle e non pagano le tasse:

https://voxnews.info/2018/07/02/pensioni-83-imprese-di-immigrati-non-paga-inps/embed/#?secret=6BBS80O67D

E non rispettano le leggi sulla sicurezza sul lavoro. Infatti il 30% ammette candidamente di avere una certa difficoltà ad assolvere gli obblighi normativi.

Il calo delle nostre imprese e l’aumento delle loro è ovviamente un fenomeno correlato, non puoi reggere la concorrenza degli schiavi, e ha questo effetto:

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