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SALE LO STIPENDIO PER I PROFUGHI UCRAINI: ALMENO 1.000 EURO AL MESE

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Cerchiamo di ricapitolare cosa il nostro governo sta facendo per aiutare gli ucraini a trasferirsi in Italia.

Il governo italiano sta “valutando”, insieme con il commissario alla Protezione Civile, l’erogazione di un sostegno economico diretto destinato ai rifugiati che lasciano l’Ucraina per la guerra e arrivano in Italia. Lo dice la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a margine del Consiglio Affari Interni straordinario a Bruxelles.

Gli ucraini “che escono” dal Paese “possono andare” ovunque nell’Ue, ricorda Lamorgese, “perché non hanno neanche il visto per entrare: non c’è necessità di un visto. Quindi è chiaro che andranno dove riterranno più opportuno, soprattutto dove avranno degli appoggi, come li hanno avuti fino adesso, tra amici e parenti. E’ per questo che i vari governi stanno utilizzando un sistema di immediato intervento anche nei confronti delle famiglie che ospiteranno gli ucraini”.

“Tramite anche i Comuni, stiamo valutando, per quanto riguarda l’Italia, ovviamente, anche con il Commissario per la Protezione civile”, risponde Lamorgese.

Finora nell’Ue sono arrivati dall’Ucraina a causa della guerra circa “un milione e mezzo” di bambini e “due milioni e mezzo” di adulti, ha detto Lamorgese. Nel Consiglio, secondo la ministra, “c’è stata una grande sinergia sulle proposte che sono state formulate dalla Commissione Europea per quanto riguarda il sostegno da dare ai Paesi membri nella gestione dell’afflusso di rifugiati dall’Ucraina, a seguito del conflitto”.

“Attualmente – prosegue Lamorgese – sono circa due milioni e mezzo i bambini che sono sfollati in Ucraina e un milione e mezzo che sono arrivati nei Paesi europei, mentre per quanto riguarda gli adulti ci sono circa sei milioni di sfollati in Ucraina e circa due milioni e mezzo sono arrivati nei Paesi europei”. “Si è notato un decremento – aggiunge Lamorgese – perché i primi giorni della crisi erano circa 200mila le persone che uscivano dall’Ucraina” ogni giorno “per andare nei vari paesi europei, ora parliamo di 40mila. Certo è che anche gli sfollati è presumibile che col tempo desiderino anche loro andare nei Paesi europei, quindi dobbiamo comunque organizzare un’accoglienza con numeri maggiori”, conclude.

Con lo stipendio assicurato verranno tutti qui. Siamo governati da completi deficienti. Questi stanno giocando con il fuoco. Quando mancheranno i prodotti nei supermercati, andate a spiegare agli italiani che devono fare a metà con gli ucraini.

E poi, basta con questa ‘guerra’ che è limitata ad una zona che non è neanche un terzo dell’Ucraina. Per quale motivo noi dovremmo mantenere orde di ucraini perché loro se le danno coi russi?

Ma di quanti soldi si tratta? Almeno mille euro al mese! Di questo passo vedremo milioni in fuga anche da Leopoli. E vedremo i romeni chiedere a Putin di bombardare una delle loro città.

Quando leggete “la Ue”, sappiate che sono soldi vostri. Perché la famigerata Ue raccoglie i soldi dagli Stati membri e poi li usa. E i 10 per cento della raccolta riguarda l’Italia, quindi le tasse degli italiani.

“È chiaro che le nostre risorse e capacità di accoglienza non saranno sufficienti per far fronte al crescente flusso di persone. Questo è particolarmente vero a lungo termine. Tuttavia, anche la situazione attuale è drammatica e dimostra l’urgente necessità di soluzioni rapide a livello europeo”.

E il tutto è stato messo nero su bianco in una lettera che i ministri degli Interni di Germania e Francia, Nancy Faeser e Mariusz Kaminski, hanno inviato tre giorni fa alla Commissione europea. E in particolare ai due commissari che si occupano di questa emergenza: il greco Margaritis Schinas e la svedese Ylva Johansson. Gentaccia.

Insomma: fino a che sbarcavano in Italia, erano cazzi nostri, ora che arrivano a maggioranza in Germania, sono cazzi di tutti.

E la Ue ha già deciso cosa fare dei vostri soldi: 1.000 euro per ogni ucraino ospitato. Poi: trasporti gratuiti per lasciare la nazione di “primo approdo” e quindi spostarsi allegramente dalla Polonia all’Italia. Non bastano i bus dei deficienti che vanno a prenderli.

Mercoledì scorso la Commissione ha messo a disposizione un ulteriore stanziamento di 3,5 miliardi. Quindi 350 milioni sono italiani.

Questa sarà la base su cui i titolari degli Interni dell’Ue inizieranno la discussione. Ma è evidente che il progetto sottoposto alla loro attenzione richiederà uno sforzo maggiore. L’idea, infatti, è quella di prevedere mille euro “forfettari” ogni sei mesi per ogni rifugiato ospitato. Sono già quasi 4 milioni gli ucraini. Ma altrettanti sono gli sfollati. Insomma, questi 3,5 miliardi non saranno sufficienti. La quota maggiore andrebbe alla Polonia che veleggia verso i tre milioni di profughi e quindi riceverebbe tre miliardi di euro. La classifica dei Paesi più coinvolti, secondo la commissaria Johansson, vede poi l’Austria, Cipro, la Repubblica Ceca e l’Estonia. “Eventi straordinari – scrivono i due ministri – richiedono misure straordinarie, un pensiero fuori dagli schemi e un maggiore coordinamento operativo”.

Ma c’è il secondo punto che va considerato: i trasporti. Che sostanzialmente sarebbe un “incentivo” alla redistribuzione di fatto. Lo status di rifugiato consente di circolare liberamente in ogni Paese, non è prevista la regola del “primo approdo” che ha riguardato Italia, Spagna e Grecia. L’idea di una “redistribuzione” è giuridicamente inapplicabile. Allora Berlino e Varsavia chiedono che sia introdotta una formula per informare (“informare e consigliare”) i profughi della possibilità di recarsi in un altro Paese e soprattutto che ci sia un sistema dei trasporti sostanzialmente gratuito per questi spostamenti. “La piattaforma di solidarietà – si legge nella missiva – dovrebbe sostenere la gestione e l’organizzazione degli arrivi e la definizione di possibili accordi su un trasporto ben strutturato di rifugiati all’interno dell’Ue, ove possibile utilizzando snodi di trasporto per organizzare viaggi in treno, autobus e aerei”.

Ma anche i governatori leghisti non stanno a guardare.

“Stiamo lavorando per dare un contributo ai profughi che vengono ospitati da privati, per tre mesi. È utile per non gravare dal punto di vista economico sulle famiglie ospitanti, con la consapevolezza che sarà un’accoglienza limitata nel tempo, perché non possiamo pensare che dei privati accolgano per tanto tempo queste persone”. Lo ha dichiarato il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga a margine della visita a Trieste del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Oggi il numero di profughi dall’Ucraina è gestibile a livello nazionale – ha spiegato Fedriga – ma ci preoccupa la sommatoria con l’immigrazione proveniente dalla rotta balcanica e dal Mediterraneo. Oltretutto bisogna avere consapevolezza che i due percorsi devono essere ben distinti, soprattutto per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati. Dall’Ucraina arrivano minori dai 6 ai 14 anni circa, dalla rotta balcanica e dal Mediterraneo arrivano sedicenti 17enni che in realtà sono maggiorenni. Non possiamo pensare di mischiare i due percorsi, dobbiamo tutelare al massimo le persone che scappano dalla guerra”.

Il presidente ha dichiarato che “Oggi c’è stato un incontro con la Conferenza delle Regioni e la riunione per la prossima ordinanza che firmerà il capo della Protezione civile. Stiamo lavorando per mettere in campo i sistemi per l’esigenza del momento, ma potremo modificarla a seconda delle esigenze. Oggi viviamo principalmente una situazione di persone che vengono accolte dai privati e abbiamo una parte minoritaria accolta come sistema pubblico. Se la situazione dovesse andare avanti queste percentuali si invertiranno e dovremo essere pronti ad accogliere sapendo che il sistema della parte ricettiva ha tempi limitati”.

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