froci col culo altrui

(..)


– la guerra in Ucraina brucia più mediatori che Salvini candidati al Colle. La Germania ci prova, ma arranca. Macron ha un filo diretto con Putin, ma per ora senza successo. Israele si è mossa, ma chissà. La Turchia potrebbe raggiungere qualche oviettivo, vediamo se l’incontro Lavrov-Kuleba porterà a qualche risultato. Incombe, invece, la Cina. Che oggi ha fatto sapere di stare dalla parte di Putin (“la colpa del conflitto è della Nato guidata dagli Usa”) ed è forze l’unico protagonista internazionale in grado di riportare Putin a più miti consigli

– dopo un primo freddo sostegno a Mosca, ora Pechino sembra aver rotto gli indugi: si schiera al fianco di Putin. Ha per caso fiutato che il pendolo della guerra pende più verso la Russia?

– Biden vieta le forniture di petrolio e gas dalla Russia. Bene. Dicono pure “La libertà ha un costo”, come se l’Occidente dovesse seguirlo. Piccolo appunto, però: gli Usa importano solo il 3% del loro import di greggio da Mosca. L’Italia dipende per il 13%. Bello fare le sanzioni con i soldi degli altri. (..)

GIUSEPPE DE LORENZO

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