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Perché tutti i media, asserviti a Bergoglio – presunto papa Francesco – aggrediscono il vero papa Benedetto XVI Ratzinger

Andrea CionciAndrea Cionci

Storico dell’arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall’Afghanistan e dall’Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo “Eugénie” (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi – vive una relazione complicata con l’Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

21 gennaio 2022

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Ma guarda che coincidenza: proprio ora che è venuto fuori che il vero papa è solo Benedetto XVI, che NON HA MAI ABDICATO, ma si è AUTOESILIATO IN SEDE IMPEDITA (canone 412), restando quel solo papa di cui parla da otto anni, parte una campagna di discredito verso di lui,  pur essendo 94enne.

Come abbiamo visto QUI, il fango che si è andati a recuperare sfrutta reperti di archeologia giornalistica di 40 anni fa, già cassati dieci anni or sono. Stranamente, la nuova indagine è stata commissionata a uno studio legale dall’arcidiocesi di Monaco, cioè da quella stessa Chiesa tedesca, che, passata in blocco al modernismo più spinto, odia ferocemente papa Ratzinger.

Ora, per notare la goffaggine dell’operazione mediatica, basta un clic: nel 2017, fu pubblicato in Francia il documentario “Codice del Silenzio”, di Martin Boudot, mandato poi in onda sulla ZDF tedesca nel 2018, che documenta come Bergoglio commissionò al noto avvocato Sancinelli una monumentale difesa in 4 volumi del prete pedofilo argentino Julio Caesar Grassi. Questi libri, che, pure,  infierivano sui bambini abusati accusandoli di essere falsi e menzogneri, furono inviati con furbo tempismo ai magistrati della Corte d’Appello e miravano a far assolvere il sacerdote, che fu poi condannato ugualmente a 15 anni di galera.

Carta canta: l’iniziativa fu presa per volontà del Card. Bergoglio, c’è scritto negli stessi volumi. I giornalisti di Boudot chiesero direttamente al presunto “papa Francesco” durante un’udienza pubblica, se lui avesse mai ordinato la controinchiesta su padre Grassi e il vescovo biancovestito negò recisamente: “Para nada”.

Pensate che in Italia sia trapelato qualcosa di tale faccenda? Tranne che per questa minuscola agenzia QUI, da noi non se ne è saputo mai nulla. Omertà totale.

Due giorni fa abbiamo anche pubblicato per la prima volta il documentario sottotitolato in italiano QUI. Forse qualche grande giornale se ne è interessato? No.

Ora invece, che arriva dalla Germania la spazzatura di queste accuse verso l’allora card. Ratzinger, tutti i media, perfino i telegiornali di stato, si avventano come cani famelici sull’osso. La macroscopica sproporzione è imbarazzante: da un lato abbiamo Ratzinger che, secondo alcuni avvocati “non avrebbe vigilato abbastanza”, dall’altro Bergoglio che commissiona di proposito un memoriale in 4 volumi per far assolvere un pedofilo. Da un lato, Benedetto XVI, il primo papa nella storia che ha ricevuto le vittime di abusi sessuali, dall’altro, il card. Bergoglio che ignorò le richieste di aiuto da parte di sette vittime della sua diocesi, come si vede nel mai smentito documentario. La pagliuzza (falsa) e la trave (vera).

Ora, sarebbe facile citare un video QUI in cui lo stesso Bergoglio, qualche anno fa, dichiarava alle telecamere: “Mi permetto di rendere un omaggio all’uomo che ha lottato in momenti in cui non aveva la forza per imporsi, finché ebbe la forza per imporsi (un applauso per lui) il card. Ratzinger era un uomo che aveva tutto nelle sue mani: ha fatto le indagini ed è arrivato, arrivato, arrivato. […]  E nella messa Pro eligendo pontifice Ratzinger sapeva che era candidato e non gli importò di dire che bisognava pulire la sporcizia nella Chiesa. Lo voglio dire perché talvolta ci dimentichiamo di questi lavori nascosti che hanno preparato il terreno per scoperchiare la pentola”.

Perché adesso, invece, dal Vaticano non proviene nessuna difesa del papa emerito, come si chiede giustamente oggi Renato Farina su Libero? Almeno una mossa si poteva fare, no? Non c’è nessuno che gestisce queste operazioni con un po’ di oculatezza?

Circa l’inconsistenza delle accuse verso il Santo Padre Benedetto XVI, vi lasciamo a questo articolo QUI de La Nuova Bussola Quotidiana. Circa l’insieme delle azioni messe in campo da Ratzinger contro la pedofilia, sia come cardinale che come papa, QUI un elenco esaustivo. Probabilmente mai nessuno nella storia della Chiesa ha mai fatto tanto in questo senso. 

Una parola definitiva spetta a don Fortunato Di Noto, il prete in prima fila da anni con la sua associazione per combattere la pedofilia, che il 5 maggio 2012 così dichiarò a Radio Vaticana: “Credo che scopriremo sempre di più la grandezza di Benedetto XVI per aver, con paternità, con fermezza e lucidità, affrontato veramente il problema. Un problema che non è legato solo allo scandalo con il quale alcuni sacerdoti hanno macchiato il volto bello della Chiesa e quindi il volto stesso di Cristo e così i bambini stessi coinvolti in questo turpe abuso. Credo che l’intenzione non sia solo quella, ma sia anche nel dire che la Chiesa, nata dalla Croce di Cristo – nata in un certo senso da un Bambino “crocifisso” – ancora ribadisce la forza pedagogica, la forza risanatrice di un possibile cammino di redenzione e di liberazione. La forza del nostro Pontefice è la forza che nasce veramente dalla verità: è una verità che ci sta rendendo liberi, è la verità che afferma che il sacerdozio è un dono straordinario, grande, che non possiamo assolutamente strumentalizzare per alcun fine, se non soltanto per ribadire la bellezza di una fede che può generare nuovi uomini, nuove donne. Soprattutto attraverso i bambini, la Chiesa si sta totalmente rinnovando”.

Poi, se, per completezza, volete sapere di quali personaggi si circondi il presunto “papa Francesco”, leggete “Galleria neovaticana” di Marco Tosatti. QUI Scoprirete in quale posti di potere ha posizionato prelati oggetto addirittura di mandati di cattura internazionale per abusi sessuali.

Ma, al di là della questione, ciò che è davvero importante per inquadrare l’operazione in corso è comprendere PERCHE’ STA SUCCEDENDO tutto questo.

Ve lo ripetiamo per la milionesima volta, se volete ricostruire tutta la vicenda, leggete l’inchiesta riportata QUI in fondo.

Nei capitoli 1,2,4,5 apprenderete come e perché Benedetto XVI non HA MAI ABDICATO e ha detto sempre la VERITA’. Egli è il solo e unico Papa e Vicario di Cristo, autoesiliatosi in SEDE IMPEDITA (canone 412), una situazione canonica contigua, ma profondamente diversa rispetto alla rinuncia al papato. Nella sede impedita il papa è prigioniero, ma resta sempre il papa. Il Vaticano non ci ha mai smentito, nemmeno lo stesso Benedetto XVI, quando ci ha risposto per lettera QUI.

Papa Benedetto è EMERITO non perché è in pensione, o è un ex- papa, ma perché, rispetto all’usurpatore, è l’unico papa legittimo: emerito viene dal verbo “emereo”, cioè è l’unico che merita, che ha diritto di essere PAPA.

Mons. Bergoglio è un vescovo e antipapa, tutto quanto da lui fatto nell’arco di otto anni non ha alcuna validità e verrà cancellato dalla storia.

Visto che la situazione è canonicamente irrisolvibile, l’unica strada è, per i bergogliani, quella di puntare su fumogeni mediatico- emozionali: da un lato “Francesco” indulge in messinscene facilmente propagandistiche, come abbiamo dimostrato con la farsa della “visita a sorpresa” al negozio, QUI assolutamente organizzata insieme al suo fido fotografo Javier Martinez Brocal. Dall’altro lato occorre scatenare i media sulla delegittimazione a furor di popolo del vero papa. Tentativi miserabili che, con l’accanimento verso un 94enne, non fanno che confermare in modo ancora più visibile la realtà di questa situazione.

Ma quando la sede impedita verrà ufficializzata, addio tutto.

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