un velo pietoso sul…..

 Da qualche tempo in qua Calenda, nonostante tutto, mi è simpatico perché dice cose spiritose che contengono verità illuminanti. Recentemente, interrogato sulla prossima elezione del Capo dello Stato, ha detto che gli piacerebbe che venisse scelto Silvio Berlusconi, ma non per motivi ideologici, bensì per vedere la faccia di Marco Travaglio di fronte a quella che per costui sarebbe una immane tragedia. Per lo stesso motivo, sarei contento anche io se il Cavaliere entrasse al Quirinale, specialmente se portasse con sé nelle auguste stanze qualche bella pupa in grado di rallegrare il palazzo che fu reale.

Indubbiamente osservare l’espressione del direttore del Fatto quotidiano davanti alla notizia che il dominus di Arcore è diventato addirittura presidente della Repubblica, sarebbe uno spettacolo memorabile. Un divertimento ineguagliabile. Per non parlare degli articoli fantastici che il giornale di Marco, uomo a suo modo geniale, dedicherebbe per sette anni al cosiddetto garante della costituzione già leader di Forza Italia. Indubbiamente, con la sua stravagante uscita, Calenda ha rallegrato il mio pomeriggio domenicale a prescindere delle prestazioni dell’Atalanta.

Per parlare più seriamente, vorrei ricordare a Travaglio che sul Colle in un passato non remoto salirono personaggi ben più imbarazzanti di Silvio senza che nessuno si sia scandalizzato. Mi riferisco per esempio a Giorgio Napolitano, un comunista inossidabile, per altro ex fascista, la cui storia politica collide con le tradizioni democratiche. Un uomo di potere sicuramente astuto ma con la falce e martello ben stampato in testa, con cui non poteva osservare serenamente le regole imposte dalla nostra Carta.

In effetti gestì il baraccone repubblicano come fosse un negozio di frutta e verdura, a proprio piacimento, infischiandosene dei partiti poco amici della sinistra. Siccome si continua a ripetere fino alla nausea che il capo dello Stato deve essere un uomo al di sopra delle parti, il che appunto non succede mai, Travaglio dovrebbe dirci perché Berlusconi dovrebbe essere meno affidabile del partigiano da salotto di nome Napolitano. Senza contare che al Quirinale alloggiò perfino Scalfaro, brava persona, ma non certo simpatizzante per il centrodestra, come tutti ricordano quando manovrò per togliere il Cavaliere da Palazzo Chigi con l’aiuto di Bossi e D’Alema. E allora nessuno ci scocci con discorsi retorici sulle qualità richieste al prossimo numero uno della Repubblica. 

FELTRI V.

IO POI NON DIMENTICO CHE IL SOGGETTO, AL TEMPO SENATORE A BRUXELLES, SI FACEVA RIMBORSARE IL COSTO DEL VIAGGIO DELL’AEREO MENTRE ANDAVA IN TRENO, PICCOLA COSA MA SIGNIFICATIVA !!

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