disonesti nel dna:

Alessandro Sallusti e i casi Paolo Rossi e Paola Ferrari: insultare la destra è un buon affare, “ecco il vero allarme democratico”

“Perché Conte è pericoloso per Mario Draghi”. Retroscena-Sallusti: chi illude l’avvocato in cerca di vendetta

“Apparire sul ‘Corriere’ fa figo, ma cosa dimentica”. Sallusti bacchetta la Meloni e lei risponde: il botta e risposta

Alessandro Sallusti 06 luglio 2021

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Non è vero che in questo Paese tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge indipendentemente da razza, religione e fede politica. Per esempio si vorrebbe che i diritti dei cattolici a difendere la famiglia tradizionale valessero – vedi la legge Zan – un po’ meno e fossero meno tutelati rispetto a chi si orienta, legittimamente, verso le famiglie arcobaleno. Così come la fede politica non lascia indifferenti i solerti magistrati chiamati a dirimere controversie. Prendiamo due casi. 

I fascisti di oggi cantano Bella Ciao, l’affondo di Sallusti: la violenza della sinistra

Se titoli, come ha fatto questo giornale, “Patata bollente” una vicenda giudiziaria che riguarda la sindaca grillina di Roma Virginia Raggi si muovono l’Ordine dei giornalisti e le procure. Ma se un personaggio pubblico (il procuratore dei calciatori Carmine Raiola) convoca una conferenza stampa per insultare, offendere volgarmente e denigrare una brava giornalista sportiva, Paola Ferrari, nota anche per le sue simpatie politiche di destra ecco che – è notizia di ieri – una giudice assolve il maleducato perché siamo in presenza di “un generale fenomeno di impoverimento del linguaggio e del costume”. Ma la destrofobia non riguarda soltanto i dibattiti politici e le coincidenze giudiziarie. 

Ciò che solo Travaglio non ha capito sul pericoloso invasato Grillo e sull’emerito incapace Conte: l’affondo di Sallusti

È sorretta da un poderoso apparato culturale che si indigna con tanto di grancassa mediatica per l’innocente “patata” della Raggi e si gira dall’altra parte se un noto signore manda letteralmente a fancu… la signora Ferrari e la sua famiglia per una libera opinione espressa su un calciatore. Lo ammette oggi anche Paolo Rossi (non il calciatore, l’attore) che candidamente confessa: negli anni del berlusconismo imperante ci siamo scagliati violentemente contro il Cavaliere perché ce lo chiedevano e per farlo ci pagavano profumatamente. È la prima volta che uno degli “intellettuali” organici alla sinistra in prima linea nella guerra civile mediatica dei primi anni Duemila ammette che infangare le destre era più che altro un buon affare economico. E sai quanti – giornalisti, conduttori, scrittori e artisti vari – come lui sono diventati ricchi imbrogliando l’opinione pubblica. E molti continuano a farlo: la destrofobia più che un pensiero è un bancomat di soldi e carriere. 

EXCORT DI BASSA LEGA…..

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