quando nemmeno atti documentati servono significa che……

17 aprile 2021

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Colpo di scena all’udienza del processo Open Arms a Palermo, in cui Matteo Salvini è accusato di sequestro di persona. Giulia Bongiorno, avvocato del leader della Lega, imputato per fatti risalenti all’estate 2019 quando era ministro degli Interni nel governo Conte 1, cala l’asso e rilegge il diario di bordo della nave della Ong spagnola, tradotto in italiano, definendolo la “scatola nera” che scagionerebbe Salvini. 

“Gli obblighi di coordinamento, quando la convenzione Sar non opera, gravano sullo stato di bandiera e nel caso di Open Arms è la Spagna”, ricorda la Bongiorno. “Ci sono navi certificate per svolgere attività di ricerca e soccorso. La Open Arms aveva queste certificazioni? No. Svolgeva sistematica attività di ricerca e soccorso? Sì”. È stato lo stesso comandante di Open Arms a rivelare che la imbaracazione era “certificata per sole 19 persone”, “quando chiede disperatamente il pos, esaltando le difficoltà in cui versa”. Eppure è sempre stata utilizzata per attività continue di ricerca e soccorso, come confermato dal diario di bordo.

“Il 29-30 luglio si legge che la destinazione riferita all’italia, ovvero Lampedusa, è stata cancellata per inserire ‘zone sar maltese libica’”, sottolinea la Bongiorno: “È la prima violazione attestata dalle cancellature del diario di bordo. La Open Arms prese a bordo dei giornalisti. Non era un naviglio che andava in una destinazione e casualmente salva delle persone. Prende dei giornalisti a bordo e poi fa zig zag, per fare ricerca. È una attività è sistematica”. 

La prima violazione delle norme internazionali avviene quando Open Arms salva 55 persone in acque libiche, informando Libia e Spagna. “Prendere la direzione Nord in quel momento – aggiunge l’avvocato – significava puntare al paese delle meraviglie“, ovvero l’Italia, e infatti emerge dalle carte che Open Arms faceva rotta “arbitrariamente” verso l’Italia. La Bongiorno spefica: “Sto leggendo un’informativa. Open arms puntava l’Italia”, e le autorità italiane sono state informate “solo nella tarda serata del 2 agosto dopo alcuni eventi di soccorso e dopo che Malta e Spagna erano già state informate”. 
Dal 2 agosto, continua la Bongiorno, “inizia un inspiegabile girovagare, nonostante ci fosse a bordo un numero di migranti superiore al limite massimo.
Open Arms poteva andare a Palma di Maiorca, poco più di 2 giorni di navigazione e invece ha preferito circa 13 giorni, in attesa di una diversa decisione del governo italiano. Non lo dice Salvini ma una informativa. E anche Malta scrisse a Open Arms: ‘Stai bighellonando, non stai portando i tuoi migranti in un porto sicuro. Cosa stai aspettando?’. Glielo scrisse sia il 13 che il 14 agosto”.

“In quei giorni – arringa la Bongiorno – Open arms non è abbandonata a se stessa, è stata sorvolata da tutti e tutti offrono aiuto. Aerei militari, petroliere, aerei di ricognizione, Ocean Viking, altri natanti, un veliero. Con un certo numero di migranti a bordo, decisamente superiore a quelli indicati per la capienza, Open arms decide di bighellonare 13 giorni. Ma con Salvini si ritiene grave il tempo atteso prima del pos, ovvero meno della metà del tempo. Dal 14 al 20 agosto. Non c’è sequestro di persona se si bighellona 13 giorni,  ma c’è sequestro se si è ormeggiati la metà del tempo?”.

Sotto accusa ci finisce il “sistema di soccorso” dei migranti: “Non si capisce il numero di migranti a bordo. Il 9 agosto risulta che c’era una imbarcazione che stava rientrando a Lampedusa, affianca un gommone di Open Arms, e da un video risulta un trasbordo di scatole e di alcune persone sul gommone – puntualizza ancora la Bongiorno -. Ecco perché questi gommoni sono sempre in giro! Un gommone avvicina un altro gommone, passano viveri e anche migranti. Ma i migranti non sono oggetti! Non possono essere trattati così”. Allo stesso modo, l’accusa di “sequestro di persona”, se mai accettata, andrebbe estesa anche al governo Conte 2, con Luciana Lamorgese al Viminale al posto di Salvini: “Ci sono pos dati anche dopo 10 giorni come successo alla Ocean Viking. Dieci giorni! E nel governo Conte2 non c’era Salvini, ma la ragionevole Lamorgese. Anche con Lamorgese abbiamo attese di pos di 5-6-10 giorni ma nessuno si sogna di portare Lamorgese sul banco degli imputati! E non lo chiediamo certo noi!”.

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