la mala:

Nicola Zingaretti, la Lega all’assalto: chiarisca i rapporti con Luca Palamara e quell’sms

  • La sentenza con cui Luca Palamara è stato radiato dall’ordine giudiziario riporta al centro dell’attenzione le relazioni del quasi ex magistrato (ha annunciato ricorso) con il Partito democratico. E, in particolare, con il segretario Nicola Zingaretti. È l’opposizione del consiglio regionale del Lazio a chiedere che il governatore vada in assemblea a chiarire quella relazione. Emersa in maniera chiara nelle carte dell’inchiesta della procura di Perugia. Amicizia, confidenza, simpatia. Il rapporto tra Zingaretti e Palamara è vecchio di un po’ di anni. Il clima tra i due è facilmente ricostruibile dalle intercettazioni raccolte dalla Procura perugina che, negli atti con cui ha messo sotto accusa l’ex segretario dell’Anm, dà conto delle chat tra il politico e il magistrato. Un primo contatto risale al 2018, è la notte elettorale in cui Zinga viene rieletto presidente della Regione Lazio. Palamara, prima dell’esito finale, invia un messaggio di incoraggiamento: «Siamo tutti con te! Un abbraccio!». L’indomani, a risultato acquisito, il magistrato scrive al vincitore per ribadire il concetto: «Grande Nicola, grande vittoria!!! Ripartiamo da qui tutti insieme». Poche righe da cui si capisce che Luca si sente parte della famiglia. Quella del Pd. Parla al plurale.PUBBLICITÀAds by Teads

Ma questa non è neanche una notizia, a dirla tutta. Dopo qualche giorno il governatore invia a Palamara il pdf del suo manifesto per il rilancio del partito, del quale, poco dopo, prenderà le redini. La toga coglie la palla al balzo e chiede un appuntamento: «Venerdì o Lunedì?». Meglio inizio settimana, per Zinga. «Solito posto», conferma Palamara, a conferma della consuetudine consolidata tra i due. Si vedono a Palazzo Montemartini, hotel di lusso a pochi passi da Piazza Indipendenza. Arriva prima il leader del Pd. E gli tocca pure aspettare: «Sono seduto al tavolo fuori…». È il 4 maggio. Cosa si siano detti, resta un mistero. Secondo l’Espresso c’entra l’inchiesta in cui Zinga è indagato (Luglio 2018) insieme all’imprenditore Centofanti per un presunto finanziamento illecito. Forse quell’incontro serve al leader piddino per sondare gli umori della procura capitolina attraverso Palamara, uomo che all’epoca era il Mister Wolf tarantiniano, un risolvi-problemi. La posizione del presidente della Regione Lazio, comunque, viene successivamente archiviata.

AMICI DI MERENDE… E…..

NON SONO I SOLI SIA CHIARO !!

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