cazzari si nasce:

 

Il Trivulzio ora smonta Gad Lerner: “I suoi dati sono del tutto falsi”

Dopo l’articolo sulla “strage nascosta” al polo geriatrico, il Pat invia una diffida a laRepubblica. Poi smonta i dati di Lerner

Si accende lo scontro sul Pio Albergo Trivulzio (Pat) di Milano. Il ministro della Salute Roberto Speranza e il viceministro Pierpaolo Sileri hanno deciso di inviare gli ispettori nel polo geriatrico più importante di Italia, finito al centro di un’inchiesta della procura di Milano con l’accusa di aver nascosto casi di Covid-19 mettendo a rischio ospiti e i sanitari.

Come ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano, “l’intero sesto dipartimento della procura, competente per la salute pubblica, sta lavorando alle varie segnalazioni: contestiamo reati di diffusione colposa di epidemie e omicidio colposo“.

Lo scorso sabato, su Repubblica è apparso un articolo a firma di Gad Lerner dal titolo: “Coronavirus, l’epidemia insabbiata”. Un pezzo che indaga sulla casa di cura di Milano dove ci sarebbero state 70 morti sospette. “Gli ospiti morivano e dicevano che erano solo bronchiti“, ha spiegato un sindacalista al quotidiano. Dichiarazioni forti sulle quali farà luce anche il ministero della Sanità, pronto a ricostruire con esattezza quanto accaduto. “Le ispezioni stanno partendo – ha dichiarato Sileri -. Gli inviati del ministero chiederanno informazioni dettagliate e verificheranno tutti gli atti, avvalendosi anche dell’aiuto dei Nas“.

Al Pio Albergo Trivulzio sono morti 70 anziani ospiti di cui “18 positivi e deceduti per il Covid, una media molto ridotta rispetto ad altri luoghi” e ad altre Rsa proprio perché “il Pat ha agito in maniera oculata“, ha tuonato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Sul Pat “ci sono stati titoloni dei giornali e articoli con effetti pirotecnici – ha proseguito – ma dalla verifica puntuale del comportamento delle direzioni generali e dei dipendenti poi alle volte si scopre che la realtà è diversa e ridimensiona molto quanto raccontato in modo roboante sui giornali“.

Il Trivulzio ha subito contestato i dati di Lerner e portato alle luce la sua realtà. “Su un totale di 1.012 fra ospiti e pazienti, nel mese di marzo si sono verificati 70 decessi” contro i 52 del marzo 2019, “18 dei quali avvenuti in hospice e di cui 9 con sintomatologia respiratoria e febbrile a esordio acuto che come concausa possono essere imputabili a sospetto Covid“, ha riferito il Pat in una nota in cui si informa che “il presidente Maurizio Carrara e il direttore generale Giuseppe Calicchio hanno incaricato i propri legali di procedere alla diffida nei confronti del quotidiano ‘la Repubblica’, a seguito dell’articolo in prima pagina” pubblicato il 5 aprile, “firmato da Gad Lerner, dal titolo ‘La strage nascosta del Trivulzio’“.

Come riporta Affaritaliani, i vertici della struttura hanno evidenziato come il dato dei 70 decessi, “presente sul sito dell’Istituto e ripreso da altri organi di stampa, si riferisce al numero complessivo dei decessi nel mese di marzo, in parte probabilmente riconducibili a Covid 19 senza però che sia stato possibile effettuare i tamponi per accertare la presenza del virus“. Ma non è tutto. “Nel mese di marzo 2020 – ha sottolineato il Pat – sono risultati 18 decessi in più rispetto al corrispondente mese del 2019. Una situazione che non si configura come strage nascosta, ma conferma che al Pat non vi sia una situazione fuori controllo“. Insomma, da quanto riportato dal Trivulzio i dati sono “in linea” con i decessi avvenuti nel 2019. Nessuna situazione fuori controllo o strage nascosta.

Operativamente – si legge ancora la nota – il Pio Albergo Trivulzio si è sempre attenuto rigorosamente alle disposizioni delle autorità sanitarie per quanto riguarda l’uso dei dispositivi di protezione individuale, così come sui tamponi oro-faringei si è attenuto e si attiene alle disposizioni di Regione Lombardia e dell’Agenzia di tutela della salute“. Poi, la polemica con la “gola profonda” di Lerner, il professor Bergamaschini “sospeso anche a tutela della sua salute connessa all’età e rientrato solo a seguito della sua autocertificazione a proseguire nella collaborazione“.

Infine, si legge ancora su Affaritaliani, il Pat si è scagliato contro Lerner. “Ègrave che il giornalista si sia affidato alle sole dichiarazioni di un rappresentate sindacale interno, senza avvertire la necessità di verificarne l’attendibilità con la dirigenza dell’Istituto e con i responsabili dell’ufficio stampa in contatto quotidianamente con le redazioni dei media non solo cittadini“.

 

GIORNALAIO NON GIORNALISTA !! 

SPERO GLI SPILLINO UN BEL PO’ DI DENARO PER DIFFAMAZIONE SIA A LUI CHE A RESPUBICA IL ROTOLO DI IGIENICA CARTA CHE OSPITA SIFFATTI CAZZARI !  

 

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