salvati un cazzo… siete andati a prenderli !

I porti italiani restano aperti: 194 migranti verso Messina

L’Ong Sea Watch esulta: “Felici di portare le persone a terra”. Ma c’è la paura Coronavirus: quaratena a bordo della nave

I porti italiani restano aperti nonostante l’emergenza Coronavirus che sta colpendo il nostro Paese. La Sea Watch 3, con a bordo 194 migranti salvati in 3 operazioni, si sta dirigendo verso Messina.

GLI SCHIFOSI  ( con avvallo della banda Bassotti) CONTINUANO A MENTIRE AGLI ITALIANI PER PROSEGUIRE CON  I LORO LOSCHI E LUCROSI TRAFFICI !! 

OVVIAMENTE NESSUN GIUDICE INDAGA SULLE FALSITA’ CHE RACCONTANO….

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DOVE SONO LE CACCOLE DELLE SARDINE ?

DOVE SONO GLI ANTIFASCISTI ? 

MERDACCE !!!

APPUNTO..

 

Coronavirus, Vittorio Feltri: “Non esiste un vaccino contro la stupidità”

25 Febbraio 2020

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  • C’è un altro virus oltre al Corona, ed è quello della stupidità, che è incurabile, non esiste un vaccino in grado di debellarlo. Sentite questa storia: domenica sera a Milano scatta l’ allarme in piazza Gae Aulenti. Gira la voce che nel grattacielo UniCredit, dove prendono posto 1700 dipendenti, hanno scoperto che un Tizio è stato contagiato. Parte l’ ordine: chiudere l’immenso edificio. Nella notte si scoprirà che la notizia era una bufala. Nessuno si è scandalizzato. Però molti giornalisti e politici hanno attaccato brutalmente Libero accusandolo, per i suoi titoli metaforici, di alimentare il panico.

Ormai arrabbiarsi col nostro quotidiano è diventata una moda, anzi una infezione che si propaga come una malattia grave. Noi cronisti solo perché critichiamo il governo in quanto è intervenuto tardivamente, senza ascoltare i consigli dei presidenti Fontana e Zaia (Lombardia e Veneto), siamo considerati untori, fomentatori del pubblico terrore, mascalzoni capaci di tenere nell’incubo la nazione intera. Da notare che tutte le reti televisive, dalle più piccole alle più grandi, da giorni bombardano gli spettatori con servizi interminabili sul virus che fanno accapponare la pelle.

Perfino Conte ha abusato delle telecamere per darsi arie da crociato contro il morbo. È comparso su ogni video, è andato in onda venti volte al dì nei notiziari, è stato ospite della Venier a Domenica in, e pure del programma, mutilato della platea, della D’Urso. E sorvoliamo sulla pletora di speciali in cui si sono esibiti esperti (o finti tali) di qualsiasi risma per spiegare un fatto noto, ossia che del Corona si sa poco o nulla. Niente da fare. La colpa dell’allarme sociale non è di chi h24 urla al lupo, ma di Libero che si limita a fornire informazioni essenziali. La cosa non mi turba, sono abituato alle intemperanze di gente che pur avendo il cervello non sa usarlo.

Semmai, per citare un esempio, mi pongo con una certa inquietudine il seguente quesito. A Prato, nei pressi di Firenze, c’è la massima concentrazione di cinesi: migliaia che lavorano come matti, ebbene non uno di essi è stato infestato. Si dà il caso che in altre regioni viceversa il virus ha attecchito con risultati devastanti. Nessuno ha indagato sul fenomeno invero curioso.
Probabilmente gli orientali in questione si sono messi spontaneamente in quarantena senza aspettare i provvedimenti di un esecutivo lumachesco.

di Vittorio Feltri

 

PEGGIO DEL VIRUS SOLO QS GOVERNO DI CAPRE INCAPACI MA ARROGANTI ! 

il buonsenso:

 

NO ALLE LEZIONCINE DALL’ALTO

Coronavirus, Toni Capuozzo a Libero: “Il gesto sbagliato di Mattarella, hanno pensato solo al razzismo”

24 Febbraio 2020

Coronavirus, Toni Capuozzo a Libero: "Il gesto sbagliato di Mattarella, Hanno pensato solo al razzismo"

Un suo post su Facebook, qualche giorno fa, ha avuto l’ effetto liberatorio che hanno le parole di buon senso pronunciate da qualcuno di autorevole in tempi di generale conformismo. In quelle poche righe Toni Capuozzo, giornalista di lungo corso, inviato di guerra, non è stato tenero verso una classe politica che, davanti alla ragionevole paura del contagio da coronavirus e alla richiesta di misure preventive drastiche come la quarantena per chi rientrava dalla Cina, ha pensato «che la correttezza politica (visita a scuole multietniche, ristoranti cinesi ecc.) fosse la cosa più importante, che il nemico fosse il razzismo».

«È il dogma della correttezza politica, una cosa molto americana: molti dei film che hanno visto e dei libri che hanno letto quelli della mia generazione oggi non potrebbero essere più girati né scritti. Non rimpiango il tempo in cui si poteva fumare al cinema, ma ricordo bene che nella mia infanzia, quando i soprannomi erano brutali e se uno era zoppo o gobbo lo si chiamava zoppo o gobbo senza troppi complimenti, ci si alzava in piedi se in autobus entrava una persona anziana o una donna incinta. Eravamo brutali nel linguaggio, ma nella pratica non lo eravamo affatto. Adesso paradossalmente è vero il contrario: c’ è un’ estrema correttezza formale, e poi nei fatti la cafoneria abbonda».
C’ è un episodio che ha giudicato particolarmente fuori luogo? La visita del presidente Mattarella in una classe con bambini cinesi dopo che i governatori leghisti avevano proposto la quarantena per gli scolari di rientro dalla Cina? 
«Proposta saggia, peraltro. E sì, il gesto del presidente della Repubblica ha legittimato tutti quanti ad abbassare la guardia, a non comportarsi con la dovuta cautela. Quella sua visita è stato un gesto simbolico e anche una guida per l’ azione, non avrebbe portato i fotografi con sé altrimenti. Così se un collega rientrato dalla Cina mi invita a una cena, io mi sento rassicurato dal comportamento del mio presidente e penso: se non si preoccupa lui, del fatto che qualcuno di quei bambini poteva essere appena tornato dal capodanno cinese, perché dovrei preoccuparmi io?».

E le iniziative di solidarietà alla comunità cinese?
«A Milano c’ è stata perfino una “notte delle bacchette” per testimoniare vicinanza ai ristoratori cinesi. In un Paese che se ne fotte dei piccoli locali che chiudono, se ne fotte di calzolai e artigiani che spariscono, per dimostrare di avere un cuore sensibile eri tenuto a mangiare nei ristoranti cinesi, che peraltro non mi sembrano un pezzo essenziale della nostra storia…

Anche questo, sotto la maschera dell’ antirazzismo, è stato un invito a tenere la guardia abbassata: un atto di grande leggerezza, e la colpa non è solo del governo ma anche di una certa cultura».
Ma questo scambiare la legittima paura con il razzismo non è controproducente? Se per ogni cosa mi sento dare del razzista alla fine, per reazione ed esasperazione, finirò per rivendicarla, quell’ etichetta.
«C’ è una cosa che ho imparato girando la ex Jugoslavia. Tutti i ponti erano chiamati “della fratellanza e dell’ unità”. Ecco, i “fratelli uniti” alla fine si sono accoltellati a vicenda e quei ponti sono stati abbattuti. Se il bene diventa una predica, una lezione calata dall’ alto, rischia di alimentare i sentimenti meno nobili, che diventano un brontolìo di pancia sordo, che non viene a galla e non può esprimersi, e poi scoppia all’ improvviso. La mia generazione è cresciuta alle elementari con la retorica dei Cesare Battisti, dei Fabio Filzi, del Piave che mormorava. E tutti quanti siamo poi cresciuti facendo la naja malvolentieri e considerando la patria una brutta cosa. Le prediche dall’ alto non migliorano le persone. Siamo al punto che devo per forza abbracciare un cinese per dimostrare che non sono razzista: un’ esibizione di bontà che rischia di rovesciarsi nel suo contrario».

Che poi questi atti di razzismo anticinese non sono stati poi così numerosi…
«Infatti. Io in questi giorni non sono andato a Chinatown né nei ristoranti cinesi. Ho pensato: perché devo andare a cercarmela? Ma questo non significa nutrire sentimenti negativi verso un popolo, avrei evitato allo stesso modo il ristorante di un americano appena rientrato da Pechino. È una semplice precauzione, non razzismo. Invece qui, per non sembrare razzisti, siamo arrivati all’ assurdo di aver messo in quarantena poche decine di italiani che rientravano dalla Cina mentre centinaia se non migliaia di cinesi di ritorno dal capodanno rientravano indisturbati».

di Alessandro Giorgiutti

ACCOGLIONI !!

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ORA IL MARCHESE DEL GRULLO SCARICA LA RESPONSABILITA’ SU “QUALCHE OSPEDALE ” !! 

CONTINUANO AD IMPORTARE OVES ET BOVES SENZA CONTROLLI  E POI SEMPRE IL MARCHESE DEL GRULLO DICE: ” MI MERAVIGLIA IL DILAGARE DEL CONTAGIO” 

A CASA !! A CASA !! 

IL VIRUS  E’ QS NONGOVERNO !!

qs non è una democrazia !!!|

Pd e M5S sfruttano il Coronavirus per approvare il Grande Fratello di Stato

L’opposizione chiede il rinvio del dl Intercettazioni per affrontare l’emergenza. Ma la maggioranza procede e taglia il dibattito. Poi pone la fiducia

Il Coronavirus approda in Parlamento. E non tanto perché il deputato Guido Guidesi non può partecipare alle sedute, bloccato com’è nella zona rossa del Nord Italia.

O per via di Teresa Baldini, onorevole di FdI, che s’è presentata a Montecitorio con la mascherina. Ma perché il decreto emanato dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria si è trasformato in un terreno di scontro tra le fazioni politiche.

Sullo sfondo c’è il dl Intercettazioni. Dopo la fiducia in Senato, il decreto “Grande Fratello” che disciplina l’uso dei trojan è approdato nei giorni scorsi alla Camera per il via libera finale. I tempi sono stretti e i deputati devono votarlo entro il 29 febbraio, pena la decadenza delle norme. Il Pd e Leu hanno fretta – si capisce – e sono partiti a spron battuto per tagliare quanto prima il traguardo. Ma le opposizioni alla riapertura dei lavori stamattina hanno sollevato una questione: non è meglio dare priorità alla questione Coronavirus?

Le richieste sono arrivate da Forza Italia, Lega e FdI, tutti uniti nel chiedere di rimandare la discussione del decreto Bonafede per dare la prorità al Covid 19. “Il dl Intercettazioni può attendere”, ha detto il capogruppo leghista Molinari. “Prima la salute, poi il Gf grillino”, ha ribadito Mariastella Gelmini. Gli appelli però sono caduti nel vuoto: la maggioranza con un colpo di spugna ha scelto la strada dell’accelerazione, senza mettere nel cassetto o rinviare alcunché. “L’iter delle due misure può proseguire parallelamente senza che uno intralci l’altro”, ha spiegato il capo politico Vito Crimi. La discussione è così iniziata al mattino per poi essere bruscamente interrotta nel pomeriggio. Sfruttando l’articolo 44 del regolamento di Montecitorio, infatti, Emanuele Fiano ha chiesto e ottenuto (299 favorevoli, 153 contrari) “l’anticipata conclusione” del dibattito e il via libera immediato alle dichiarazioni di voto. “Credo sia grave – ha commentato l’on. Lollobrigida (Fdi) – Il virus non c’entra nulla, c’entra al contrario il terrore di non riuscire a far passare il decreto sulle intercettazioni”.

Ridurre la discussione sul Grande Fratello di Stato, infatti, permetterà al governo di rispettare i tempi per la conversione in legge del decreto, scavalcando di fatto l’ostruzionismo leghista e il normale dibattito politico. “L’Aula di Montecitorio oggi è stata costretta, da una maggioranza dissociata dalla realtà, a esaminare e votare il decreto Intercettazioni – attacca la deputata di Fi Matilde Siracusano – Fuori dal Parlamento il Paese chiede misure immediate e drastiche per combattere l’espandersi del Coronavirus, il governo giallorosso pensa, invece, a far sventolare la bandierina del guardonismo di Stato al Movimento 5 stelle”.

Per tagliare la testa al toro, nel pomeriggio il governo ha anche posto la questione di fiducia chiudendo di fatto la partita politica. Il voto finale al decreto è previsto per domani dopo le 16.30 e visti i numeri è difficile che possa riservare sorprese. “L’emergenza Coronavirus sta producendo anche danni alla nostra economia – conclude il leghista Fontana – È questa la priorità di cui dovrebbe occuparsi il Parlamento, il decreto intercettazioni poteva attendere”.

UN GOVERNO NON VOTATO CHE SI FA TUTTI I RAZZI SUOI SENZA DISCUSSIONE PARLAMENTARE E SI FA CHIAMARE “DEM…” 

UN MATTARELLA CHE TACE E NON FA VOTARE PER RISPETTARE LA VOLONTA’ DEMOCRATICAMENTE POPOLARE….

UNA FINTA DEMOCRAZIA GESTITA IN MODO AUTORITARIO, ANTIDEMOCRATICO E BESTIALE DA UNA BANDA DI XXXXXX ! 

VOTIAMO E QUALSIASI MAGGIORANZA NE ESCA PERSONALMENTE MI ANDRA’ BENE, COSI’ NO !!

a casa i pagliacci !!!

 

L’IMPROVVISAZIONE AL GOVERNO

Conte si vanta dell’Italia infetta

Nel terzo Paese al mond per contagi (15) abbiamo il coraggio di esultale. L’esecutivo ha navigato a vista e preso decisioni senza senso che ora diventano meriti

 Conte si vanta dell'Italia infetta

Da ieri l’Italia è nel triste podio dei paesi con più contagiati al mondo dal coronavirus, avendo superato il Giappone che è a un braccio di mare sia dalla Cina che dalla Corea del Sud, il primo e il secondo paese del mondo per numero di infetti. Vi parlo di un drammatico primato, ma deve essere un concetto molto personale. Perché questi numeri sono stati commentati dal premier Giuseppe Conte così: “Siamo nell’ambito dei paesi occidentali il paese che ha adottato le misure più garantiste, più efficaci e di massima sicurezza”. Conte era lo stesso il 30 gennaio festeggiava la decisione appena presa di chiudere i voli da e per la Cina sostenendo che l’Italia era “all’avanguardia” in Occidente per le misure di massima precauzione adottate. Pensate cosa sarebbe accaduto fossimo stati agli ultimi posti. Dunque il governo italiano di fronte all’emergenza ancora una volta tesse le sue lodi come la rana di Fedro che gonfiava il petto per dimostrare di essere grande come il bue. Proseguendo su questa strada se Conte e i suoi ministri non esploderanno come nella favola, potremmo anche diventare il bue, diventando una sorta di Cina per numero di contagi. Io trovo incredibile che a ogni notizia negativa il nostro capo del governo quasi esulti. Tanti malati? E’ perché siamo stati più bravi degli altri nello scoprire i casi per altro in gran parte nel giro di una giornata. E via ancora con questa decisione clamorosa di “avere interdetto” i voli da e per la Cina contrariamente a tutti gli altri, per “principio di precauzione”. Abbiamo più malati degli altri e una paura che fa ancora più danni. Evviva.

Quando furono chiusi quei voli scrivemmo su queste colonne che la misura sarebbe stata inefficace, perché non teneva conto delle vie di comunicazione del mondo. I cinesi sarebbero arrivati lo stesso in Italia magari facendo una sosta a Dubai o in altri scali anche in Europa. Quella misura con il senno di poi potrebbe essere stata perfino dannosa: tenendo aperti i voli avremmo potuto controllare meglio chi arrivava sicuramente dalla Cina, e se il caso isolarlo o comunque metterlo in prudenziale quarantena. Misura razzista? Capisco che ci sia questa ossessione governativa nei confronti di Matteo Salvini che ormai impedisce perfino di ragionare al capo del governo come a tanti leader politici di maggioranza. Ma una scelta giusta va fatta indipendentemente da chi possa averla suggerita, e in questo caso per altro erano proprio i massimi esperti a consigliarla. A cominciare dal virologo Roberto Burioni che fino a qualche tempo fa veniva usato come santino a copertura delle proprie decisioni e oggi viene trattato come un paria. Fatto sta che da ieri sono gli altri paesi ad adottare questa misura con noi. L’Austria ha bloccato le vie ferroviarie con l’Italia: non si può più passare da lì. La Romania ha decretato la quarantena obbligatoria per chiunque arrivi da Lombardia e Veneto. Quello che non abbiamo fatto noi stanno facendo gli altri con noi, e siamo solo all’inizio.

Conte ripete che lui ogni decisione la prende solo sulla base di quel che viene detto da un comitato scientifico istituito ad hoc per il coronavirus. In quel comitato non c’è nemmeno un virologo, e un solo componente ha qualche esperienza della materia: il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Paolo Maraglino. Tutti gli altri non hanno mai studiato virus. A cominciare dal coordinatore che oggi è dirigente della protezione civile: Agostino Miozzo, un ginecologo che ha lavorato molti anni con Emergency. Tutti gli altri componenti sono sì laureati in medicina e qualcuno perfino specializzato, ma hanno trascorso la vita nelle Asl o nella carriera ministeriale. Sono la scienza necessaria all’emergenza coronavirus? Lascio ai fatti la risposta.

L’altra sera con un decreto legge firmato ieri il governo ha anche stanziato la somma che secondo lui serve all’emergenza di questi giorni: 20 milioni di euro. Non so se anche questa è una cifra all’avanguardia in Europa, ma senza addentrarmi nei dettagli e con una valutazione nasometrica posso dirvi che si tratta di spiccioli con cui fare poco o nulla. Mancano adeguate protezioni per il personale sanitario, mancano strutture sanitarie all’altezza del caso, manca la preparazione di chi deve in questo momento affrontare il virus più o meno a mani nude. Questo certo per i tagli alla Sanità e per la gestione clientelare delle risorse ottenute- e non è colpa questa del governo Conte- ma anche perché questa preparazione all’emergenza tanto vantata non era tale. Non ci sono i test per il virus a disposizione (i tamponi) in molte zone di Italia, e non ci sono pneumologi e virologi come servirebbe ora. Dio non voglia che l’emergenza scoppi nel Lazio, dove lo Spallanzani è già allo stremo, il Forlanini è stato tagliato da Nicola Zingaretti insieme ai suoi medici e le strutture esistenti non sono attrezzate per affrontare un dilagare del virus. L’unica è una preghiera.  

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