appunto….

Qualche settimana fa un genio della politica scema aveva proposto di estendere il diritto di voto ai sedicenni, togliendolo ai vecchi, presumo gli ultrasettantenni, considerati imbecilli e disattenti alle problematiche giovanili. Una idea più strampalata non era possibile averla. E lo si è verificato in questi giorni, dopo l’incidente occorso alle due ragazze di Roma, falciate e uccise in corso Francia, entrambe poco più che adolescenti, talmente mature e pronte per la cabina elettorale da aver attraversato di notte la carreggiata, dopo aver scavalcato follemente le protezioni metalliche, e, come se non bastasse, col semaforo rosso. Vi sembra che agendo così le fanciulle abbiano superato brillantemente l’esame di idoneità ad esprimere il loro suffragio?

Quasi tutte le tragedie automobilistiche hanno quali protagoniste persone in verde età, vuoi perché guidano in stato di ebbrezza, vuoi perché drogate, vuoi perché, avendo trascorso una serata in discoteca o locali simili, non sono più in grado di autodisciplinarsi e vanno a sbattere di qua e di là come deficienti. E c’è chi preferisce affidare a costoro i destini del Paese piuttosto che a uomini e a donne prudenti e saggi non fosse altro per il fatto che hanno abitudini di vita sobrie.

Questa vicenda tragica mi pare sia la dimostrazione che i sedicenni non sono capaci di provvedere a se stessi, di tutelarsi, pertanto non sono all’altezza, a maggior ragione, di scegliere questo o quel partito. Essi sono supponenti e pieni di boria, ma se li interroghi sulla storia recente d’Italia non ti danno una risposta giusta nemmeno per caso. Ignorano perfino chi sia il presidente della Repubblica e quello del Consiglio. Vagolano nella incertezza. Studiano male, anzi, non studiano per niente, eppure vanno in piazza a gridare la loro stoltezza.

Peraltro gli adulti, compresi i genitori, li incoraggiano a gettarsi allo sbaraglio e a sparare cazz*** ogni due minuti. Come quel prete che ha celebrato le esequie di Gaia e Camilla, il quale ha pronunciato una frase infame. Questa: “Il senso dell’esistenza è guidare sbronzi?”. No di certo. Ma non lo è nemmeno passeggiare oltre la mezzanotte lungo una importante arteria della Capitale e passare da un marciapiedi all’altro col semaforo rosso. Lanciare accuse tanto pesanti in chiesa equivale a fare la pipì nel tabernacolo. I giovani sono la nostra speranza però, talvolta, la nostra rovina.

di Vittorio Feltri

 

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