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Vittorio Feltri difende Matteo Salvini: “Il vero colpevole è chi lo attacca, cervello in ammollo”

23 Dicembre 2019

Che barba gli attacchi a Salvini. Chi, da un lato, lo vuole ammanettare perché ha chiuso i porti in accordo col governo, non su iniziativa personale bensì di tutto l’esecutivo, premier incluso; chi, dall’altro, lo accusa di aver violentato la Lega di Bossi privandola delle sue radici nordiste. Non se ne può più. Gad Lerner sostiene che non si era mai visto un partito il quale dichiara di esistere in funzione del suo capo. Aggiungo che non si era mai visto un partito con un capo inesistente.

Matteo avrà tanti difetti, non è un dio, ma è acclarato che da quando ha in mano le redini del baraccone nato in Lombardia, poi espansosi in tutta la nazione, esso è diventato la prima forza politica italiana. Un successo strepitoso e coloro che lo negano hanno le fette di salame sulle palpebre e il cervello in ammollo. Il M5S è in fase preagonica, il Pd di Zingaretti è un cadavere ambulante, l’unico vivace è Renzi eppure non sfonda. Due soli sono i leader che mostrano segni evidenti di possedere energia: il Capitano e Meloni, donna fantastica e indomabile. Non riconoscerlo significa ignorare la realtà, chiudere gli occhi davanti ai dati dei sondaggi, che non sono la Bibbia tuttavia dimostrano quale sia lo stato dell’ arte. Più i due personaggi in questione vengono bistrattati dai media e dagli avversari e più costoro si affermano e si predispongono a impadronirsi della scena politica.

Recentemente Salvini se ne è uscito con una sparata che ha lasciato allibiti vari commentatori. Questa: i senatori a vita non servono a niente e vanno aboliti. Come dargli torto? Prendiamo Renzo Piano, proprietario a Palazzo Madama di un seggio che non ha mai occupato. Egli brilla per le sue assenze. Oddio, avrà qualcosa di più importante da fare che frequentare l’aula, ma noi che ce ne facciamo di lui? Sorvoliamo sui suoi simili, sempre pronti a dire signorsì al potere. Trattasi di anticaglie costose a cui si può tranquillamente rinunciare.

Infine due parole sulla vicenda giudiziaria di Salvini, sotto inchiesta per la menata della nave bloccata in mare. L’esecutivo era al corrente del fatto che l’imbarcazione non era stata autorizzata ad attraccare, e non ha mosso un dito, sposando appieno la decisione del ministro degli Interni, né poteva essere diversamente dal momento che le delibere del Consiglio dei ministri sono sempre collegiali. O ci siamo dimenticati che il presidente è il primus inter pares a Palazzo Chigi. Matteo sarà assolto e i suoi ex colleghi rimedieranno la solita figura di palta.

di Vittorio Feltri

 

QUALE CERVELLO IN AMMOLLO ? 

LA SCATOLA VUOTA SOPRA LE SPALLE ? 

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