mafie grulline:

Le mani di Casaleggio sul dl innovazione. E Franceschini lo blocca

Mariastella Gelmini di Forza Italia denuncia: “È un conflitto di interessi evidente e pesantissimo. Ora ci dica chi sono e chi sono stati i suoi clienti”

C’è la mano di Davide Casaleggio nel piano del governo per l’innovazione tecnologica e digitale del Paese. A rendere noto il contributo del figlio del cofondatore del Movimento 5 Stelle è stata direttamente Paola Pisano, ovvero colei che ha firmato il piano: il nome dell’imprenditore figura alla fine del documento di 30 pagine pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Innovazione, dove vengono ringraziati gli esperti che hanno collaborato all’elaborazione.

Abbastanza per il capodelegazione Pd in Consiglio dei ministri Dario Franceschini che oggi, durante il Consiglio dei ministri, ha fatto bloccare il decreto.

A destare dubbi è la modalità con cui il proprietario della Casaleggio Associati abbia fornito un apporto alla “strategia 2025 per la digitalizzazione del Paese”: lo staff della titolare del dicastero dell’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha fatto sapere che il piano è stata redatto “di proprio pugno” dalla donna e che i ringraziamenti finali “sono personali” e sono indirizzati “alle tante persone che nel corso di questi mesi sono stati importanti interlocutori“.

Dura la presa di posizione da parte di Mariastella Gelmini: “Non basta urlare a squarciagola, davanti a telecamere e taccuini: ‘Onestà, onestà, onestà’. Di fronte a questo evidente e pesantissimo conflitto di interessi, Casaleggio dovrebbe semplicemente rivelare per chi lavora. Chi sono e chi sono stati i suoi clienti. Da chi riceve e ha ricevuto soldi. Per fare cosa e come“. La presidente dei deputati di Forza Italia infine ha aggiunto: “Solo così sarà possibile comprendere fino a che punto la prima forza politica del Parlamento sia oggettivamente libera e indipendente dalla Casaleggio Associati, ovvero se e come il M5S sia solo un grande paravento dietro al quale si cela chi ha interessi economici da tutelare“.

Anche Andrea Marcucci, capogruppo del Partito democratico in Senato, è intervenuto sulla questione: “Casaleggio consulente del governo? Credo che la ministra Pisano debba spiegare alcune cose a tutta la maggioranza“.

Andrea Marcucci

@AndreaMarcucci

consulente del governo? Credo che la ministra Pisano debba spiegare alcune cose a tutta la maggioranza.

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Tornano le ombre

Come riportato da Linkiesta, questa sarebbe una conferma che “Casaleggio è interlocutore del governo su temi che intrecciano i suoi affari privati e le consulenze della sua azienda“. Nell’articolo a cura di Nicola Biondo, ex responsabile della comunicazione del M5S, vengono nuovamente sollevate ombre su un conflitto di interessi: “A che titolo Davide Casaleggio è diventato consulente del governo? Come piccolo imprenditore, come gestore del più numeroso gruppo parlamentare e fondatore del partito di maggioranza relativa? O come portatore di interessi, ovvero lobbista?“.

Inoltre tra gli esperti ringraziati figura anche Vincenzo Di Nicola, un altro imprenditore in buoni rapporti con Casaleggio che – in seguito ai problemi sanzionati dal Garante per la privacy – ha progettato un sistema di voto anonimo su blockchain per conto dell’associazione Rousseau. Vengono poi citate anche altre personalità note come Guido Saracco, Marco Calderini, Roberto Cingolani, Giorgio Ventre, l’ex presidente del giovani di Confindustria Marco Gay e l’ex ministro Francesco Profumo.

Il ministro Pisano il giorno del giuramento aveva risposto ironicamente: “Io il braccio di Casaleggio per esportare Rousseau? Mamma mia, così potente…“. La titolare del Ministero dell’Innovazione aveva dichiarato che “Casaleggio è una persona molto attenta e competente“, ammettendo di averla “seguita negli anni” e perciò aveva speso parole al miele nei suoi confronti: “È una persona attenta e competente. Il suo modello di democrazia digitale è da tenere in considerazione“. Infine a ottobre aveva difeso il titolare della Casaleggio Associati dagli attacchi per la sua relazione all’Onu su invito del governo italiano: “Non è stato un endorsement“.

Franceschini blocca il dl

“Oggi non c’erano le condizioni per approvare in Consiglio dei Ministri il Piano per l’Innovazione digitale”. Ad annunciarlo è stato proprio Franceschini chiedendo un ulteriore approfondimento. “Le norme, frutto di un’intesa nella maggioranza, potranno essere inserite in un emendamento in sede di conversione del decreto”. Fonti del ministero dell’Innovazione hanno tuttavia fatto sapere all’agenzia Adnkronos che “nessuna consulenza di nessun tipo” è stata affidata da Casaleggio. “La strategia è stata scritta tutta di proprio pugno dal ministro Pisano, in collaborazione col suo team – fanno sapere – i ringraziamenti vanno a 18 interlocutori che hanno discusso con il ministro su temi generali di innovazione e digitalizzazione”.

 

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