solo DEM certamente non CRATICI

 

Il governo blinda la manovra: la Camera è tagliata fuori

Il deputato leghista attacca il governo sulla manovra: “La Camera tagliata totalmente fuori dalla legge di Bilancio”

Apportare tutte le modifiche alla manovra al Senato, così da silenziare la Camera e procedere a Montecitorio soltanto con un voto confermativo in Aula.

È questo lo scenario sinistro evocato dal leghista Claudio Borghi, presidente della commissione di Bilancio alla Camera. Durissimo lo sfogo del deputato del Carroccio su Twitter: “Come volevasi dimostrare. Uno scandalo. Uno schifo. Platealmente incostituzionale. La Camera tagliata totalmente fuori dalla legge di Bilancio. Ci vediamo alla Consulta”. Nel caso in cui dovesse verificarsi quanto ipotizzato, il governo giallorosso farebbe in modo che la manovra eviti l’esame nella commissione presieduta dallo stesso Borghi.

La situazione rischia di essere alquanto paradossale. L’accordo è stato trovato e la manovra può essere chiusa con due letture senza il rischio di ritrovarsi con l’acqua alla gola. Il testo approderà in aula giovedì 12 dicembre, per poi essere licenziato venerdì 13 dopo aver incassato la fiducia. Dovrebbero dunque esserci due letture, anche se in realtà ci sarà un vero e proprio esame, dal momento che in Senato si chiuderanno anche “le istanze della Camera”, bloccando così ogni tipo di modifica.

L’ira di Borghi

Questo è l’iter auspicato dall’esecutivo, anche se le opposizioni non sono affatto d’accordo. Ieri è stato ancora Borghi a incalzare Roberto Fico affinché “le prerogative di questa Camera siano rispettate. Non vorrei che sulla manovra il governo voglia procedere con un maxi emendamento al Senato, chiudere lì il testo e farlo arrivare qui con la fiducia. Se succedesse non ci sarebbero precedenti e allora altro che l’intervento della Consulta dell’anno scorso“.

In altre parole, il forte ritardo sulla manovra causato dal negoziato in seno alla maggioranza costringerà la Camera a non toccare palla. Il testo, blindato con la fiducia al Senato, passerà sì a Montecitorio, ma quest’ultimo avrà modo solo di applicare un timbro sui provvedimenti già approvati. Non c’è infatti tempo per la terza lettura.

Le parole di Conte e Misiani

Nel frattempo, a margine del Med2019, Giuseppe Conte ha parlato con soddisfazione del risultato ottenuto sulla manovra: Non c’erano premi in palio, abbiamo vinto tutti. Ci siamo seduti al tavolo per discutere nell’interesse degli italiani. Iv ha dato un contributo come tutte le forze politiche, alcune cose sono state accolte, altre no, come non sono state accolte proposte del Pd, del Movimento. È normale”.

Intano il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha detto che sulla manovra le cose “vanno bene” e che lunedì verranno ripresi gli approfondimenti sugli emendamenti: “Sono convinto che termineremo il lavoro di discussione venerdì in aula. Ieri abbiamo raggiunto un buon accordo sulla revisione fiscale e sulle risorse aggiuntive ai comuni che segnano una svolta“.

 

IL PEGGIOR GOVERNO DELLA STORIA CON UN MARCHESE DEL GRULLO CHE FA L’IMITAZIONE DEL PIFFERAIO MAGICO…

TASSE OCCULTE A STRAFOTTERE MA….. IN SILENZIO PLEASE !

PARLAMENTO ESAUTORATO..W LA DEMENCRAZIA ! 

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