maledetti schifosi:

 

Metodo Bibbiano, ricercatrice studia come usare l’elettroshock per farci amare i migranti

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In sostanza, vogliono danneggiare il cervello delle persone, così che non abbiano più a cuore ciò che conta: la propria famiglia, i propri paesi e le proprie nazioni: siamo in presenza di seguaci di Mengele

La sinistra ha l’ossessione di cambiare la natura umana per costruire una società che loro ritengono ‘utopica’. Il comunismo è stato essenzialmente questo. Ora vogliono fare un salto ulteriore: dopo avere fatto l’elettroshock ai bambini di Bibbiano, per creare in loro falsi ricordi di abusi, vogliono usarlo anche sugli adulti perché imparino ad amare l’invasione.

Siamo in presenza di veri e propri criminali alla Mengele. Solo che scrivono i loro orrori e i crimini che vorrebbero compiere sui giornali.

Come tal Maddalena Marini, ricercatrice IIT, sul giornale di estrema sinistra radical chic Huffington Post:

Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali.

Tale processo, però, oltre ad avere certamente aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale, ha portato a ripercussioni e scontri a livello sociale dovuti allo scambio culturale tra civiltà e culture molto diverse tra di loro.

Infatti, nonostante la nostra società sia ora popolata da individui appartenenti a diverse culture, la nostra mente riflette ancora le tracce di un’eredità evoluzionistica dove gli esseri umani vivevano in piccoli gruppi composti da individui con caratteristiche genetiche e sociali simili tra loro, portandoci tuttora a preferire le persone che sono socialmente e culturalmente “simili a noi” rispetto a quelle che “differiscono da noi”.

A conferma di ciò, la ricerca scientifica ha mostrato che la nostra mente contiene stereotipi e pregiudizi che sono legati alle diverse caratteristiche sociali degli individui, quali ad esempio l’etnia, il colore della pelle, il peso, il genere, l’età, l’orientamento sessuale, politico o religioso, la disabilità e la malattia fisica o mentale.

In particolar modo, è stato provato che tali stereotipi e pregiudizi operano a livello inconscio, cioè senza la nostra consapevolezza, e influenzano il modo in cui percepiamo e ci rapportiamo con gli altri individui, generando anche serie conseguenze. Per esempio, studi hanno dimostrato che i pregiudizi inconsci di tipo etnico/razziale, influenzano persino le decisioni e i comportamenti dei medici e delle altre figure professionali in campo sanitario.

In particolare, medici con forti pregiudizi inconsci a favore delle persone bianche rispetto a quelle di colore, raccomandano meno spesso trattamenti terapeutici per quest’ultimi nonostante essi mostrino le stesse condizioni di salute e bisogno di cure dei pazienti bianchi.

Per far fronte a questo problema, i ricercatori negli ultimi 20 anni hanno cercato di creare degli interventi che siano in grado di modificare tali stereotipi e pregiudizi.

Questi interventi però, nonostante si siano mostrati efficaci hanno prodotto solo risultati limitati, soprattutto, in termini temporali. I loro effetti infatti non sono più presenti dopo qualche ora o giorno.

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi.

In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze.

Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

Studi che hanno iniziato a utilizzare queste tecniche nel campo degli stereotipi hanno permesso di definire una rete di regioni cerebrali causalmente coinvolte in questi processi e di dimostrare che aumentando o diminuendo l’attività di alcune di queste aree è possibile ridurre la forza degli stereotipi inconsci, come quello di genere in ambito scientifico e del pregiudizio che porta ad associare atti di terrorismo all’essere di origine araba rispetto al non esserlo.

L’uguaglianza è un diritto fondamentale di ogni cittadino e un dovere della nostra società. Le pari opportunità non rappresentano solamente una caratteristica indispensabile per una società democratica, ma anche un fondamento cruciale per l’innovazione, l’economia e il benessere generale di una nazione.

Questo ‘scienziato pazzo’ sta facendo ricerca su come farci l’elettroshock così che non siamo più in grado di difenderci e diventiamo tutti automi. Perché questo si è senza pre-giudizi, l’unica cosa che distingue l’uomo da una bestia senza cervello che ripete sempre gli stessi errori.

Siccome la preferenza verso il simile è naturale, quindi non modificabile nemmeno attraverso l’indottrinamento che hanno portato avanti per decenni, ecco che vogliono direttamente intervenire con una sorta di lobotomizzazione “non invasiva”.

Soldi pubblici utilizzati per studi da criminali di guerra. Anche solo l’idea di manipolare la mente di qualcuno è un crimine. E andrebbe perseguito.

Vogliono renderci automi incapaci di pensare e difenderci dai pericoli:

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