vero ma….

 

Vittorio Feltri, il retroscena: terrore dei leghisti per Sergio Mattarella, come può far fuori Salvini

24 Luglio 2019

Caro professore, siamo sempre qui a dirci le stesse cose. Una noia mortale. L’unico elemento che hanno in comune il M5S e la Lega è la voglia di governare alimentata dalla paura di dover tornare a casa finendo sulla strada in cerca di occupazione. Infatti i grillini sono criptocomunisti che pensano di sfruttare coloro che lavorano per mantenere chi non fa un tubo, sconfiggendo la povertà che non esiste, mentre incombono la svogliatezza e l’ incapacità di imparare un mestiere.

Non vedo alcuna affinità fra la politica rinunciataria di uno svagato come Toninelli e quella impegnata in campo economico del Carroccio. Tra chi blocca i servizi pubblici e chi li vuole incrementare non può che esserci contrasto. Le liti giallo-verdi non nascono dal nulla, bensì da visioni diverse circa il famoso modello di sviluppo. Ritenere che la coalizione possa trovare una sintesi è da ingenui.

I motivi che rendono incompatibile la convivenza tra grillini e leghisti non sono superabili. Ciò che ostacola una intesa non riguarda lo stato d’ animo imperante nelle due formazioni, bensì la sostanza politica. Prima o poi la rottura sarà inevitabile. Fino ad ora non è avvenuta, nonostante le avvisaglie, perché i pentastellati sono consapevoli di aver perso molti consensi, e non hanno convenienza ad affrontare nuove elezioni nazionali, e gli ex padani nutrono il terrore che Mattarella non conceda loro di votare, preferendo formare una maggioranza alternativa costituita dai ragazzi incompetenti di Di Maio e dai furbacchioni incalliti del Pd; una tale alleanza sarebbe in grado di estromettere Salvini dalla stanza dei bottoni e di sostenere un esecutivo spurio eppure in grado di guidare, pur malamente, il Paese.

La situazione di stallo è dovuta a questo garbuglio di problemi di cui è difficile immaginare una soluzione. La sensazione però è che lo status quo non duri, dura minga. Prepariamoci ad ulteriori e incontenibili casini. Forse vincerà Salvini, forse. Ma al momento continuare ad esortare Matteo a mollare Gigino al fine di dare la parola agli elettori è una sciocchezza di dimensioni ciclopiche, poiché la decisione di mobilitare le urne spetta al capo dello Stato, e se questi non le mobilita il Carroccio, pur ricco di suffragi potenziali, se la prende in saccoccia.

di Vittorio Feltri

 

CHE ACCADREBBE SE PREVARICANDO LA VOLONTA’ ELETTORALE TORNASSERO VECCHI DEM CON NUOVI DEM  ?

AVREBBE IL “CORAGGIO” DI VANIFICARE LE LE ELEZIONI L’OMINO DEL COLLE ?

TUTTI PARLANO DI DEMOCRAZIA MA VIVIAMO IN UNA DEMENCRAZIA !

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