bastardi schifosi:

DI QUESTO NON SI PARLA E NON SI “DEVE” PARLARE VERO MALEDETTI !!!

 

Così il Pd vuole mettere a tacere chi accusa i mostri di Bibbiano: legge bavaglio in Emilia

Vogliono mettere a tacere lo scandalo Bibbiano. Roberta Mori, presidente PD della cosiddetta Commissione Parità della Regione Emilia Romagna e relatrice della proposta di legge contro l’omotransnegatività, di cui abbiamo già parlato ieri:

E’ nota per avere partecipato a convegni e incontri con i protagonisti dello scandalo Bibbiano (Federica Anghinolfi, Fadia Bassmaji, il sindaco Carletti, Nadia Bolognini, Claudio Foti).
In queste occasioni, il sistema Bibbiano, degno erede del sistema Forteto, veniva proposto e incensato come “modello Val’Enza”.

In questi incontri, la relatrice della legge che vuole mettere il bavaglio a chiunque critichi, ad esempio, le adozioni gay messe in pratica proprio dal sistema Bibbiano, spiegava che la Regione si offriva come “partner e sponda rispetto ad un’esperienza che noi riteniamo esemplare per tutta l’Emilia Romagna”:

E’ un tantino strano che lo stesso partito che secondo gli inquirenti ha, attraverso il proprio sindaco, coperto i ‘mostri di Bibbiano’, sia quello che oggi, con la Mori come relatrice, stia tentando di imporre una legge regionale incostituzionale che impedisca critiche a comportamenti messi in pratica proprio dai mostri di Bibbiano. Come, ad esempio, le adozioni e gli affidi gay.

Se per i genitori ‘derubati’ dei propri figli è stato impossibile avere giustizia e parlare contro i mostri di Bibbiano prima, non sarà certo più semplice farlo dopo l’adozione di questa legge bavaglio.

Il Pd ha dichiarato guerra ai bambini. Una guerra ideologica contro la famiglia.

 

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AIDS cerebrale:

Antonio Socci e le “frontiere aperte” dell’Espresso. Caos migranti, cosa c’è dietro il buonismo di sinistra

“L’Espresso”, il magazine di De Benedetti, distribuito con “La Repubblica”, ha avuto un’ideona. Una pensata così geniale e risolutiva che ci si chiede perché mai – nella storia dell’umanità – non si sia escogitata prima. Sta nella copertina dell’ ultimo numero: «Le frontiere uccidono l’unica speranza è un mondo libero dai confini».

Non è meraviglioso? Non vi pare la pensata del secolo o addirittura del millennio? A ispirare questa geniale copertina è l’antropologo Michel Agier, intervistato dal settimanale (il titolo della conversazione è: «L’unica speranza per il mondo è liberare i confini»). Agier è l’ autore del libro La Giungla di Calais, uno studio di quell’immensa distesa di tende e baracche che si è formata, davanti al Canale della Manica, sulla costa francese, dove nel 2016 vivevano più di 10 mila migranti. Questo intellettuale – dall’astrazione ideologica facile – sostiene «la libera circolazione delle persone», «l’ospitalità come regole giuridica» e afferma che «se oggi (le frontiere) fossero aperte avremmo una situazione molto più pacifica».

E “L’Espresso” sposa questa surreale utopia facendo la copertina che si è visto. Basta rifletterci un attimo per capire cosa accadrebbe. Lo Stato d’Israele, per esempio, sparirebbe, circondato com’è dall’odio arabo e dall’estremismo islamico (tanto è vero che in questi anni, per proteggersi, ha dovuto erigere un formidabile muro in Cisgiordania).

Ma la stessa cosa vale per l’Italia e per l’Europa. Basti considerare l’afflusso irregolare di centinaia di migliaia di persone degli ultimi anni: se abbattessimo davvero le frontiere e fosse possibile emigrare liberamente, a proprio arbitrio, l’Italia diventerebbe la banchina di sbarco di milioni di persone solo dall’Africa (continente di un miliardo e 200 milioni di abitanti). Con effetti devastanti non solo per l’Italia e l’Europa, ma anche per l’Africa stessa. Sarebbe il caos. La stessa cosa si può facilmente immaginare per gli Stati Uniti. Non si capisce, del resto, per quale motivo si dovrebbero abbattere le frontiere spazzando via, così, gli Stati e anche i popoli stessi con le loro identità.

Agier accenna ai morti nel Mediterraneo in questi anni di immigrazione irregolare. Tuttavia nessuno ha ancora risposto al ministro dell’ Interno Salvini il quale, citando i dati dell’ Unhcr, ha mostrato il crollo del numero di vittime da quando si è fatta una politica di blocco delle partenze. D’ altronde è facile immaginare che un sommovimento gigantesco di milioni di persone verso l’ Europa, da Africa e Asia, sarebbe tanto traumatico da provocare reazioni, rivolte e guerre civili davvero tragiche per moltissimi anni.

REALISMO – Basta un minimo di realismo per rendersene conto. Ma certi intellettuali e certe aree politico-ideologiche sembrano vivere lontano dalla realtà. Ed è per questo che sia la sinistra immigrazionista che papa Bergoglio, eludono sempre la domanda: «quanti? Quanti immigrati vorreste far entrare prima di chiudere le frontiere?».

Nel loro mondo immaginario c’ è un Eden simile alla vecchia utopia ideologica degli anni Settanta a cui John Lennon dette voce col brano Imagine, del 1971, il quale rappresenta – come ha scritto Eugenio Capozzi nel libro Politicamente corretto – «l’ inno ufficiale del pacifismo uno dei monumenti del catechismo politicamente corretto, ancora oggi imprescindibile collante emotivo e propagandistico».

In quella canzonetta – tuttora celebrata – c’ è già disegnato quell’ Eden. Essa, osserva Capozzi, «elenca in maniera chiara quali sono i mali che bisognerebbe rimuovere per restaurare quella condizione: la religione trascendente e le Chiese (“no heaven”, “No hell below us”, “Above us only sky”, “no religion”), le nazioni (“no countries”, “Nothing to kill or die for”), la proprietà (“no possessions”, “No need for greed or hunger”). In pratica, i fondamenti della modernità euro-occidentale. Con una intuizione fulminante, Lennon si sintonizzava sulla stessa lunghezza d’ onda del dilagante ripudio dell’ eredità dell’ Occidente».

UTOPIE – Il cantante riprendeva «in pochi icastici versi tutta l’ eredità delle utopie di liberazione, da Rousseau a Marx fino al terzomondismo e alla rivolta hippie: comunione dei beni, secolarizzazione integrale, sradicamento di ogni identità politica e culturale sono le chiavi per l’ accesso (o meglio per il ritorno) a una naturale fratellanza».

L’esito della stagione hippy degli anni Settanta è nota ed è stato tutt’ altro che paradisiaco. La sua perfetta caricatura si può trovare in Ruggero, il comico “figlio dei fiori” di Un sacco bello interpretato da Carlo Verdone, quello che si avventura nella campagna e vede che «un sacco di fiori si aprivano al mio passaggio» e «un sacco di uccelli scendevano dagli alberi per parlarmi». Con il santone che gli dice «Love, love love!», che passa la notte con lui «sotto questa frasca» e lo indirizza a «un grandissima casale bianco con una grandissima piscina dove un sacco di ragazzi di tutto il mondo stanno formando una grandissima comunità ragazzi un sacco simpatici, cileni rhodesiani, tedeschi inglesi tutta gente che aveva fatto un certo tipo di scelta: la scelta dell’ amore».

L’altra realizzazione, stavolta tragica, di quell’ utopia “universalista” è stata il comunismo sovietico, con la guerra a tutte le identità nazionali e religiose (oltreché alla proprietà privata) e la deportazione di intere popolazioni nella prospettiva di un mondo tutto sovietizzato e – a quel punto – davvero “senza confini”. Tutto profondo rosso. Senza altri colori. L’Urss non c’è più. Né gli hippy. Cambiano le ideologie e i tempi. Ma resta qualcosa di inquietante anche nelle nuove utopie ideologiche.

Si ha la sensazione che dietro tutto questo “amore” per le migrazioni di massa – che viene proclamato anche negli alti organismi internazionali – si possa cogliere un’ inconfessata ostilità per le nazioni e le identità, un’ utopia “ecumenica” che porta all’appiattimento di ogni diversità e storia. Sarebbe un futuro inquietante, certamente tragico e non prospero.

di Antonio Socci

 

LA STORIA SOPRA DIMOSTRA IN MODO INCONTROVERTIBILE E SCIENTIFICO CHE VIRUS SPAZIALI, INSETTI MANGIACERVELLI O SBALZI DI RAGGI SOLARI DEVASTANO MENTI SEMINORMALI PORTANDOLI A SCRIVERE E DIFENDERE, NONCHE’ DIVULGARE, PAZZIE TALMENTE PAZZE CHE NEMMENO AD UN PAZZO VERREBBERO IN MENTE !

 

 

ovviamente….

Non ho la piu’ pallida idea di chi stia manovrando la schifosissima storia dei rubli della quale non ci sono prove ne’ testimonianze “sane” se non un finto giornaletto che già in passato ha raccontato minchiate come respubica.

Tuttavia la bestiale famelicità modello “iene rides” di quotidiani sinistrati e di tutti gli pseudopolitici accantonati per manifesta incapacità o idiozia pura fa veramente vomitare anche perchè dimostra la pochezza umana oltre che culturale dei soggetti.

Alcuni si sono sentiti “scavalcati” dall’attivismo di uno ed ora gongolano….. poveretti ,incapaci di “fare” se non stronzate oppure ubbidire supinamente non sopportano che altri davvero producano fatti ed idee concrete.

Altri vivono scrivendo idiozie sui media pagati come excort da ?????????? screditando sempre piu’ la categoria giornalistica sia per serietà che per capacità.

I giudici…… aspettavano solo questo, sempre che non ci abbiano pure messo la zampetta….

SE CI FOSSERO PROVE E TESTI SANI IL SALVINI DOVREBBE SPARIRE

( come sono spariti tutti quelli che per decenni hanno preso rubli da Mosca nevvero ? )

ESCLUSIVAMENTE DOPO SERIO (!!) PROCESSO MAGARI IMPARZIALE

mi fanno ribrezzo, schifo, vomito e diarrea tutti coloro che per pochezza umana, per rancore, per invidia condannano SENZA NULLA SAPERE e senza cognizione di causa.

Ci sono poi soggetti alla dibattista che vomitano fiele ed insulti perchè altro non sanno assolutamente fare e sarebbero innocui se non ci fossero coglioni al cubo che l’ascoltano  gli chiedono di tornare in parlamento .

NEI PAESI CIVILI CHIUNQUE E’ INNOCENTE SINO A PROVA CONTRARIA E CONDANNA,

QUI invece TUTTI SAPIENTI COGLIONAZZI CHE SANNO TUTTO E STARNAZZANO “PRO DOMO SUA !”

GENTE ALLA QUALE DEL PAESE E DI CHI LAVORA FREGA DAVVERO UN BEATO CAZZO !

posso pensar… male ?

Immigrazione, le suore di clausura scrivono a Mattarella e Conte: “Pronte ad accogliere i migranti”

15 Luglio 2019

Immigrazione, le suore di clausura scrivono a Mattarella e Conte: "Pronte ad accogliere i migranti"

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Ora le suore di clausura vogliono i migranti e girano la richiesta a niente di meno che il capo di Sato e il premier: “Egregio presidente Mattarella, egregio presidente Conte, siamo sorelle di alcuni monasteri di clarisse e carmelitane”: non ci sono precedenti di suore di clausura (nonostante in Italia siano 62 in totale i monasteri) che abbiano scritto alle alte cariche dello Stato per prendere posizione e denunciare – come ricorda Il Corriere della Sera – i fatti di attualità.

“Ai leader del mondo” di papa Francesco e dell’imam di Al-Azhar queste chiedono “che le istituzioni governative si facciano garanti della dignità” dei migranti e li “tutelino dal razzismo e da una mentalità che li considera solo un ostacolo al benessere nazionale”. Così, precisano, molti monasteri si renderanno disponibili per l’accoglienza come già fanno molte Diocesi.

STRANA ” CLAUSURA” CON NEGRETTI ACCANTO…..

 

merdaio’s news:

Il romeno ha confessato: «Li ho speronati io», e il pm lo rimanda a casa

E’ stato lui ad ammazzarli, il solito romeno che uccide con l’auto. Li ha speronati e poi è fuggito. Il 26enne romeno alla fine ha confessato: «Sì, li ho speronati io». E li ha lasciati lì, ad affogare nel canale dove li aveva scaraventati: cinque ragazzi italiani. Solo una di loro si è salvata.

All’immigrato della Golf gli inquirenti sono arrivati grazie alla testimonianza di una donna, che poco prima dell’incidente aveva segnalato al 112 la presenza di un’auto che procedeva in modo spericolato compiendo sorpassi azzardati. Aveva detto anche il modello e soprattutto il numero di targa. Un riferimento che ha poi confermato, dopo essere passata sul luogo dell’incidente. Di fronte alla Ford Fiesta rovesciata nel canale, per lei è stato naturale avvisare le forze dell’ordine.

Una precisione fondamentale, che ha permesso di identificare il giovane romeno e soprattutto di sostenere le parole dell’unica sopravvissuta, che prima agli inquirenti e poi ai parenti in ospedale, ha dichiarato che l’auto sulla quale viaggiava assieme al fidanzato e agli amici «era stata speronata».

E ora il romeno inizia con la solita pantomima: «Ho speronato la Fiesta, ma sono disperato, meglio se morivo io». Senza dubbio.

Ma intanto lui è vivo. Loro sono morti. E lui è anche libero, in attesa del processo. Come se ci fossero dubbi, visto che ha anche confessato. Ma le nostre leggi sono queste. E fanno schifo: un reo-confesso di un reato dovrebbe rimanere dentro. Lui, come Carola, è invece libero. Libero di speronare italiani. Libero di ucciderli.

 

era ampiamente previsto:

che gli avversari , non politici sed etiam mercenari, avrebbero fatto di tutto e di piu’ per smantellare Salvini , l’unico che nella banda di lobotomizzati al governo ha fatto qualcosa d’intelligente  seguendo i desiderata di chi l’ha votato

hanno persino eletto in posti chiave del  bestiale ed inutile parlamento ue gente che sta per estromettere i “populisti” alias chi segue la volontà elettorale per farsi i propri razzi seguendo direttive ben precise atte a distruggere qualsiasi velleità autonomista

si sono inventati la storia dei rubli attingendo a testimoni che sono sani come un tumore al cervello ed ora i “puri” i “santi” ( conte, di maio & soci) scaricano Salvini con gongolamento assoluto : nessuna prova, nessun teste sano ma gli insetti dimostrando serietà e dirittura morale degni di dracula ora stanno cercando di far fuori il compagno di merende che non gradiscono

i poveretti fanno fatica assai a capire che a nuove e lezioni spariranno dalla scena alla pari dei dem-enti nonostante si siano comprati il gradimento dei fancazzisti col reddito del nullafacente !

brutta gente quella che utilizza ogni mezzo sleale subdolo e schifoso per abbattere chi non sta al loro gioco

un pensierino a parte per la “nongiustizia” che non ha esitato a scatenarsi alla caccia delle streghe utilizzando un giornale sputtanato da decenni per soddisfare la sete di “giustizia” monoculare che da decenni stanno applicando: non processano ed ingabbiano le decine di delinquenti che ogni giorno ammorbano le nostre città…no….quelli li liberano subito , ora hanno un osso succulento da succhiare e si dedicheranno a quello con famelico appetito . Tanto loro non pagano MAI per i loro sbagli sia in buona che in cativa fede. 

occhio….

l’elastico delle mutande se lo tiri troppo si spezza ed allora …è un casino !

14 - 1

lobotomizzati:

Il Pd e il folle decalogo per un uso non sessista dell’italiano

La giunta Pd di Velletri ha approvato una serie di disposizioni interne per un uso “non sessista” della lingua. Ad esempio, al posto di “diritti dell’uomo” bisognerà dire “diritti dell’umanità”. Giorgia Meloni: “Un delirio totale”

“Umanità” da usare al posto di “uomo”, il participio passato da non accordare al maschile se riferito a un gruppo in cui prevalgono le donne, no ai termini “fratellanza” e “fraternità” se di mezzo c’è anche il genere femminile.

Sono solo alcune delle disposizioni contenute nell’ultima deliberazione della giunta Pd di Velletri, intitolata “Guida per un uso non sessista della lingua nell’Amministrazione pubblica”: un decalogo rivolto ai dipendenti del Comune per sensibilizzarli sulle disuguaglianze di genere. Norme che, nelle intenzioni dei suoi ideatori, dovrebbero mettere fine alla barbara pratica del sessismo insito nel linguaggio burocratico .

Un’ossessione, quella della sinistra, nata ai tempi in cui Laura Boldrini era presidente della Camera, anzi, “presidenta”. Così voleva essere chiamata l’esponente di Liberi e Uguali in nome della lotta contro le discriminazioni di genere commesse con l’uso della lingua italiana. Una mania che adesso è arrivata anche a Velletri, come denuncia Giorgia Meloni con un tweet in cui si scaglia contro la “criminalizzazione dell’uomo (e lo dico da donna)” attuata dall’amministrazione dem della cittadina laziale.

Le linee guida per un uso non sessista dell’italiano

“Pazzesco – scrive la leader di Fratelli d’Italia – ma non è uno scherzo”. Anche se lo sembrerebbe, a leggere una per una tutte le linee guida volute dal sindaco Pd Oreste Bocci. Infatti, nella redazione degli atti, gli impiegati del Comune dovranno attenersi ai seguenti aspetti: 1) “La sostituzione dei nomi di professioni e di ruoli ricoperti da donne, declinati al maschile, con i corrispondenti femminili”. 2) “Evitare di usare sempre e unicamente il maschile neutro parlando di popoli, categorie e gruppi. 3) “Evitare le parole fratellanza, fraternità, paternità quando si riferiscono a donne e uomini”. 4) “Evitare di dare la precedenza al maschile nella coppia oppositiva uomo/donna” (sic!). 5) “Evitare di accordare il participio passato al maschile quando i nomi sono in prevalenza femminili. Si suggerisce in tal caso di accordare con il genere largamente maggioritario oppure con il genere dell’ultimo sostantivo della serie”. 6) “Evitare di citare le donne come categorie a parte: a) dopo una serie di maschili non marcati che, secondo le regole grammaticali, dovrebbero/potrebbero includerli; b) inserendoli nel discorso come appendici o proprietà dell’uomo”.

“Non è una vocale a certificare il valore della donna”

Un’uguaglianza in campo linguistico che per il Pd ha la precedenza su quella in campo economico, vera urgenza di un mondo dove a parità di mestiere le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. Lo sa anche Chiara Ercoli, consigliera comunale di Velletri di Fratelli d’Italia che al Tempo ha commentato così l’ultima trovata del Comune: “La valorizzazione delle donne non dipende dal modo in cui i nomi vengono declinati. Io a Velletri sono l’unico consigliere d’opposizione. il mio partito è guidato da una donna, Giorgia Meloni, che ha dimostrato sul campo la sua forza. È l’impegno e non una vocale a certificare il valore di una persona, uomo o donna che sia“. Infine il colpo di genio: “Il mio partito si chiama Fratelli d’Italia, verrò mica messa al bando?”.

È solo una battuta. Ma non ditelo alla Boldrini. Potrebbe denunciare Giorgia Meloni all’Accademia della Crusca..

 

GENTE SPROVVISTA DI CERVELLO CHE CREDE D’ESSERE “PROGRESSISTA” INVENTANDOSI LE PIU’ PAUROSE STRONZATE CHE MENTE UMANA POSSA CONCEPIRE

GENTE CHE INVECE DI PENSARE AL BENESSERE DI CHI LI HA ELETTI PENSA DI POTER “INSEGNARE” COMPORTAMENTI  , OVVIAMENTE CON ARROGANZA , AL PROSSIMO PUR ESSENDO PERSINO INCAPACI DI CAPIRE CHE : UOMO E’ UOMO, DONNA E’ DONNA E MUTANTE E’ MUTANTE !

ERGO AGGETTIVI, ED ATTRIBUTI VANNO DECLINATI, SE NON SEI UN DEMENTE, COL GENERE APPROPRIATO COME LA LINGUA ITALICA NON “MASTURBATA” DA MENTI OTTENEBRATE INSEGNA !!

 

perche’ ?? perche’ ???

Teramo, pugno al benzinaio che va in coma: rom torna subito libero

Dopo esser fuggito dal luogo in seguito all’aggressione, il 38enne si è presentato in caserma accompagnato dal suo legale per una deposizione spontanea. L’ammissione di colpa non porta tuttavia al fermo: la vittima resta in coma e in gravi condizioni

Colpisce con un pugno in volto il gestore di un distributore di benzina di Roseto degli Abruzzi (Teramo), che nella caduta sbatte la testa e finisce in coma, ma il responsabile, un rom, ritorna a piede libero.

L’episodio si è svolto durante la mattinata di ieri all’Ip di Cologna Spiaggia, frazione rosetana sul mare. Sono all’incirca le 11 quando il gestore della stazione, il 50enne Gianfranco Pigliacampo, viene avvicinato dallo straniero, giunto a bordo della sua automobile.

Quest’ultimo, il 38enne G.D.G., una volta uscito dal veicolo, ha iniziato a discutere animatamente col benzinaio. Dalla lite verbale all’aggressione il passo è stato breve. Colpito con un forte pugno in pieno volto, Pigliacampo è caduto ed ha sbattuto la testa rimanendo privo di sensi.

Immediata la fuga dal posto del rom, che ha lasciato il rivale a terra per risalire a bordo dell’auto e sparire rapidamente. A soccorrere la vittima il suo aiutante ed alcuni altri clienti che si trovavano in quel momento nell’area del distributore.

I soccorritori del 118 si sono precipitati sul posto, ma la situazione non è apparsa fin da subito disperata. Il 50enne aveva infatti ripreso conoscenza ma, come da protocollo quando si ricevono dei colpi alla testa, i sanitari lo hanno comunque trasportato in ospedale per le verifiche del caso.

Una volta giunto al pronto soccorso di Giulianova (Teramo), Pigliacampo ha perso i sensi a causa di un serio trauma cranico che aveva prodotto una seria emorragia cerebrale. Per questo motivo i medici hanno disposto il suo immediato trasferimento all’ospedale Mazzini di Teramo, dove il 50enne è finito nel reparto di Terapia Intensiva. Al momento le sue condizioni di salute sono purtroppo gravi.

Pubblica sul tuo sito

Poco dopo l’avvio delle indagini da parte dei carabinieri, il responsabile si è presentato nella caserma di Roseto degli Abruzzi in compagnia del proprio legale. La sua deposizione è avvenuta davanti al sostituto procuratore della Repubblica Laura Colica. Il 38enne ha riferito di aver raggiunto il distributore di Pigliacampo per confrontarsi con lui e vendicarsi di una discussione che il benzinaio aveva avuto con suo figlio poco tempo addietro.

Un’ammissione di colpa che non ha tuttavia portato al fermo. Dopo la deposizione spontanea, infatti, l’aggressore è stato rilasciato.

Gli sviluppi nel quadro clinico di Pigliacampo saranno determinanti per l’incriminazione ai suoi danni: l’ipotesi di reato resta il tentato omicidio.

 

UN PARASSITA COL “SUO LEGALE” ….

UN LAVORATORE IN COMA

E LA MERDA IN LIBERTA’ …..

SOLO IL FAI DA TE ORMAI E’ GIUSTIZIA !!

 

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